Perugia in Coppa contro il Latina – Presentazione dell’avversario

Dopo aver ritrovato il sorriso con la prima vittoria in campionato lunedì scorso, i Grifoni si preparano a tuffarsi nella Coppa Italia di Serie C. Domani sera il Perugia sarà ospite allo Stadio Francioni di Latina per il secondo turno eliminatorio della coppa. Latina e Perugia si sono già affrontate la scorsa stagione per la Coppa di Serie C, mentre non si affrontano in campionato dalla Serie B 2016-17. In attesa del fischio d’inizio, conosciamo meglio i nerazzurri pontini.

La partita verrà trasmessa in diretta esclusiva da Umbria Tv.

Storia del Latina Calcio: dalle origini ai giorni nostri

Il calcio a Latina affonda le radici negli anni ’30, poco dopo la fondazione della città (allora chiamata Littoria). La prima squadra locale nacque nel 1935 con il nome Associazione Sportiva Littoria. Nel dopoguerra, nel 1945, venne fondata la Virtus Latina, rinominata poi La Pontina Latina nel 1946. Gli anni ’50 e ’60 videro il Latina scendere nei campionati regionali laziali tranne due momentanee apparizioni in Serie C, attraversando cambi di denominazione e rifondazioni.

Negli anni ’70 alcuni futuri campioni mossero i primi passi proprio a Latina. Alessandro “Spillo” Altobelli, campione del mondo ’82, indossò la maglia nerazzurra nel 1973-74 segnando 7 gol a soli 18 anni. Pochi anni dopo, nel 1978-79, anche il giovane Andrea Carnevale – poi attaccante di Napoli e Roma – vestì i colori del Latina, contribuendo alla promozione in Serie C1 di quella stagione.

Dopo decenni difficili tra Serie D e C2, la svolta nel 2007 quando il club fu rifondato assumendo il nome U.S. Latina Calcio. Dopo alcune stagioni di assestamento, i nerazzurri centrarono la promozione in Prima Divisione nel 2010-11. Ma il vero capolavoro fu la stagione 2012-2013: il Latina vinse la Coppa Italia Lega Pro (primo trofeo della sua storia) e, soprattutto, conquistò per la prima volta la promozione in Serie B.

In città si aprì un quadriennio magico: dal 2013 al 2017 i pontini disputarono quattro campionati consecutivi in Serie B, togliendosi anche lo sfizio di sognare la Serie A. All’esordio in B nel 2013, da neopromossa, ottenne uno strepitoso 3º posto finale e raggiunse la finale dei play-off promozione, arrendendosi solo al Cesena.

Le stagioni seguenti in Serie B furono più complicate e segnarono il declino finanziario del club. Nel campionato 2016-17 il Latina, penalizzato anche da 4 punti, retrocesse in Serie C sul campo, e pochi giorni dopo il Tribunale di Latina dichiarò il fallimento della società nerazzurra. Venne fondata una nuova società, denominata Latina Calcio 1932, e i nerazzurri si iscrissero al campionato di Serie D.

Nel 2021 il ritorno tra i professionisti: il Latina fu ripescato in Serie C. Da allora, grazie anche alla stabilità portata dal presidente Antonio Terracciano, la squadra pontina ha ritrovato competitività: ha sfiorato i play-off nel primo anno e vi ha partecipato nelle due stagioni successive, affermandosi come una formazione di buon livello nel girone C. Nel 2024 il club ha operato anche un rebranding del logo e rinnovato ambizioni, a testimonianza della volontà di crescere ulteriormente.

Curiosità e personaggi celebri in maglia nerazzurra

Oltre ai già citati Altobelli e Carnevale, il Latina annovera altri nomi importanti legati ai suoi colori. Negli anni recenti, ad esempio, in panchina si sono seduti tecnici di rilievo: Mark Iuliano, ex colonna difensiva della Juventus, allenò il Latina in Serie B nel 2015; Mario Somma e Vincenzo Vivarini, allenatori noti in categoria, guidarono la squadra rispettivamente nel 2016 e 2016-17. Anche Fabio Pecchia fu sulla panchina pontina nel 2012-13 e contribuì a quella storica annata di promozione e Coppa Italia.

Tra i giocatori transitati da Latina ricordiamo Jonathas de Jesus, bomber brasiliano che trascinò il Latina ai play-off con 15 gol nel 2013-14. In epoca più recente, il capitano fino allo scorso anno è stato Lorenzo Di Livio (figlio d’arte dell’ex campione Angelo), per lui 113 presenze e quattro reti in quattro anni tra i pontini, molto amato dalla tifoseria.

Lo Stadio Domenico Francioni

Il Latina disputa le proprie gare interne allo Stadio Domenico Francioni, impianto intitolato a un storico presidente del club nerazzurro. Il Francioni è situato nel centro cittadino e ha una capienza di circa 9.300 posti. È un campo tradizionalmente caldo, dove la tifoseria di casa sa farsi sentire.

L’allenatore: Alessandro Bruno, un ex guerriero in panchina

Sulla panchina del Latina siede Alessandro Bruno, 42 anni, al timone della squadra dallo scorso aprile. Bruno è un nome noto ai tifosi pontini: da centrocampista combattivo, fu uno dei pilastri del Latina in Serie B (era soprannominato Il Colonnello per la grinta in mezzo al campo) e ha scritto pagine importanti della storia recente nerazzurra.
Nella primavera 2025 la società lo ha chiamato in panchina per le ultime giornate dello scorso campionato, con la squadra invischiata nei playout. Bruno ha saputo trasmettere immediatamente carattere e identità: ha ottenuto i punti necessari a centrare la salvezza e la dirigenza gli ha rinnovato la fiducia anche per questa stagione.

Dal punto di vista tattico, mister Bruno predilige un calcio aggressivo ma equilibrato. Ha dichiarato di ispirarsi a principi di intensità e pressing alto, pur consapevole che in Serie C contano concretezza e solidità difensiva. Questa mentalità operaia rispecchia il carattere battagliero che aveva da giocatore.

La rosa nerazzurra e i probabili titolari

Il Latina versione 2025-26 è una squadra giovane (età media circa 23 anni) ma con alcuni elementi di spessore per la categoria. L’organico è stato rinnovato in estate dal DS Condó inserendo qualità ed esperienza soprattutto dalla metà campo in su.
Il Latina Calcio 1932 versione 2025-26 si è assestato su un sistema ormai riconoscibile: il 3-4-2-1 di partenza che, a seconda delle fasi di gioco, si trasforma in un 3-5-2 più prudente o in un 3-4-1-2 offensivo.

In porta il titolare è Davide Mastrantonio, portiere classe 2004 scuola Roma.
In difesa il trio MarencoParodiCalabrese garantisce compattezza e gioco pulito dal basso.
In mezzo De Ciancio, argentino con compiti di interdizione e geometrie semplici davanti alla difesa, affiancato dal giovane italo-albanese Sevo Ciko o Hergheligiu, due mezzali dinamiche e di corsa.
Le corsie laterali sono un punto di forza: Ercolano e Pace sono gli uomini chiave: motori instancabili, capaci di trasformare la fase difensiva in offensiva con corse continue e traversoni pericolosi. Quando serve più spinta, Porro entra spesso dalla panchina per aumentare la profondità sulla destra.
La zona offensiva è la più fluida: Riccardi e Quieto si muovono tra le linee, alternandosi come trequartisti o seconde punte. Alessio Riccardi è un regista offensivo ex primavera Roma: porta il numero 10 e ha visione di gioco e qualità tecniche superiori, anche se deve trovare continuità.
Mentre offre fantasia Orazio Pannitteri, ala rapida e imprevedibile, spesso determinante: è stato suo il gol che ha permesso al Latina di eliminare il Gubbio nel turno precedente di Coppa.
In avanti si gioca sull’alternanza fra Parigi (primo marcatore con 2 reti e un assist questa stagione) e Joseph Ekuban, fratello minore dell’ex Chievo Caleb Ekuban ora al Genoa. Due profili diversi: uno è un riferimento fisico e tattico, l’altro punta sulla velocità e sulla profondità.

Probabile che mister Bruno potrebbe introdurre qualche rotazione rispetto al campionato per far rifiatare alcuni titolari, visto l’impegno di domenica con la capolista Salernitana.

A fine settembre c’è stata la rescissione consensuale di Amato Ciciretti (ora svincolato) fantasista ed esterno d’attacco 31enne con esperienze in Serie A e B.

Il cammino stagionale del Latina in campionato e coppa

Inseriti nel girone C di Serie C, i nerazzurri occupano attualmente il dodicesimo posto in classifica. Dopo 11 giornate hanno raccolto 13 punti (3 vittorie, 4 pareggi, 4 sconfitte), 8 i gol segnati finora, a fronte di 13 subiti. Questo dato testimonia come la squadra di Bruno tenda a tenere le partite chiuse, spesso decise da episodi. Nell’ultimo turno di campionato, domenica scorsa, il Latina ha pareggiato 2-2 in trasferta a Sorrento. L’obiettivo in campionato è una salvezza tranquilla con magari l’inserimento nella corsa play-off, traguardo già raggiunto nelle due passate stagioni.

In Coppa Italia di Serie C, il Latina ha superato il primo turno eliminatorio superando il Gubbio con un successo di misura (1-0) al Francioni. Lo stesso Perugia, lo ricordiamo, ha passato il primo turno battendo il Pontedera ai rigori, il che ha messo le due squadre di fronte in questo secondo turno. La formula della Coppa prevede gara secca anche stavolta, quindi domani sera chi vince andrà avanti agli ottavi, mentre in caso di parità si procederà direttamente ai rigori. In conferenza, Bruno ha fatto capire che manderà in campo un undici competitivo: la Coppa è un obiettivo secondario rispetto al campionato, ma nessuno vuole sfigurare.

I precedenti tra Latina e Perugia

Perugia e Latina, pur avendo storie molto diverse, si sono incrociate in diverse occasioni negli ultimi anni. In totale si contano 9 confronti ufficiali dal 2012 a oggi, con un bilancio piuttosto equilibrato: 3 vittorie del Perugia, 2 vittorie del Latina e 4 pareggi complessivi. I primi incroci risalgono alla stagione 2012-13, quando entrambe militavano in Lega Pro Prima Divisione. In quell’annata ognuno rispettò il fattore campo: all’andata, nel novembre 2012, il Latina si impose 3-1 al Francioni, mentre al ritorno, a marzo 2013, il Perugia vinse 2-1 al Curi.

Successivamente le due squadre si sono ritrovate in Serie B per tre stagioni consecutive. Nel campionato 2014-15 sia andata che ritorno finirono 0-0. L’anno seguente, 2015-16, vide ciascuna squadra prevalere in casa propria: gli uomini allora allenati da Pierpaolo Bisoli caddero 2-1 al Francioni nell’ottobre 2015, ma si presero la rivincita al ritorno con un secco 2-0 al Curi. Infine, l’ultimo doppio incrocio in B nel 2016-17 terminò con due pareggi: 1-1 a Perugia la vigilia di Natale 2016 e un rocambolesco 2-2 a Latina nel maggio 2017, col Perugia che chiuse al quarto posto qualificandosi ai play-off di B di quella stagione.
L’ultimo incontro ad agosto 2024, Coppa Italia di Serie C, con la vittoria dei Grifoni a Latina per 4-1.

Il 2-2 del 2017 fu particolare: il Latina, già condannato alla retrocessione d’ufficio, giocò con molti ragazzi del vivaio ma riuscì comunque a bloccare il Perugia lanciato verso i play-off.

Ex e intrecci tra le due squadre

Nonostante la differenza di blasone, negli ultimi anni diversi giocatori hanno vestito entrambe le maglie, creando legami incrociati tra Perugia e Latina. I tifosi biancorossi ricorderanno ad esempio Cristian Buonaiuto, fantasista protagonista con il Grifo in Serie B qualche stagione fa: ebbene, Buonaiuto aveva militato in prestito anche a Latina (in B nel 2016-17), risultando uno dei migliori dei pontini in quell’annata. Un altro nome conosciuto a Perugia è Salvatore Burrai, regista sardo con 60 presenze e 5 gol nei biancorossi dal 2020 al 2022: Burrai agli inizi della carriera giocò a Latina (Serie C1 2011-12) accumulando esperienza importante prima di emergere altrove. Anche Filippo Bandinelli, poi approdato in A, ha un passato in entrambe: a Latina nel 2016-17 e a Perugia l’anno successivo, dove riporta una lussazione alla spalla che lo costrinse all’intervento e chiudere la stagione in anticipo dopo 29 presenze e una rete in biancorosso. Anche Gianluca Di Chiara, terzino sinistro fece una breve apparizione a Latina (2013-14) prima di un’ottima stagione a Perugia (2019-20).

Fonti

Storia del Latina Calcio 1932 – ufficiale: aneddoti sugli esordi di Altobelli e Carnevale nel Latina.

Storia del Latina – promozione 2013: promozione in Serie B, finale play-off persa nel 2014.

Storia del Latina – fallimento 2017: retrocessione in C e bancarotta nel 2017.

Storia del Latina – ripescaggio 2021: ritorno in Serie C e qualificazioni ai play-off recenti.

Storia – sezione Società: fondazione del Latina 1932 nel 2017 e avvicendamento Leonardi–Terracciano alla presidenza.

Conferenza DS Condò (luglio 2025): presentazione del nuovo DS Condò, modulo 4-3-3 e conferma di mister Bruno.

Conferenza stampa Alessandro Bruno (aprile 2025): dichiarazioni del tecnico sul lavoro da fare (equilibrio, aggressività, testa dei giocatori) e contratto fino al 2026.

Rosa Latina 2025-26 (Wikipedia): presenza in rosa di Amato Ciciretti e Alessio Riccardi.

Tabellone Coppa Italia C 2025/26: risultato primo turno Latina-Gubbio 1-0 (gol di Pannitteri).

Classifica Serie C girone C (ott 2025): posizione e punti del Latina dopo 11 giornate.

Risultati 26/10/2025: Sorrento-Latina 2-2 in campionato.

Statistiche H2H Latina-Perugia: bilancio totale scontri diretti (vittorie/pareggi).

Cronache Lega Pro 2012-13: risultati dei primi precedenti (Latina 3-1 Perugia, Perugia 2-1 Latina) con marcatori.

Dati Serie B 2016-17: riferimento al pareggio 2-2 del maggio 2017 in Latina-Perugia.

Perugia–Livorno: alla scoperta dell’avversario!

L’Unione Sportiva Livorno 1915 è uno dei club storici del calcio italiano. Fondata nel 1915, ha vissuto vertici importanti: la finale scudetto del 1919-20, il 2° posto in Serie A nel 1942-43, quindi l’età dell’oro anni 2000 con la promozione in A (2004) e l’avventura in Coppa UEFA 2006-07.

Dopo anni altalenanti e il crac del 2021, la società è ripartita dai dilettanti, ha vinto la Serie D 2024-25 (anche lo Scudetto Dilettanti) ed è tornata tra i professionisti nel 2025-26, nel girone B di Serie C.

Una piazza calda, identitaria, che vive il calcio come appartenenza cittadina e portuale.


Proprietà e dirigenza

Dopo l’era Spinelli, il nuovo corso si lega a Joel Esciua, presidente e proprietario subentrato nel 2023, che ha fissato obiettivi ambiziosi di risalita. L’organigramma è stato rafforzato con figure legate al territorio e profili tecnici strutturati, in un mix tra competenze locali e visione manageriale.

La guida tecnica

In panchina c’è Alessandro Formisano (classe 1990), tecnico giovane ma già passato da Perugia e reduce da un’ottima annata alla Pianese con playoff nazionali. A Livorno è stato presentato nell’estate 2025 con un mandato chiaro: consolidare il ritorno tra i pro, far crescere i giovani e dare un’identità immediata alla squadra.
Idea di gioco. Formisano ha spesso utilizzato strutture a tre dietro (3-4-2-1/3-5-2), cercando compattezza, pressione ordinata e transizioni sugli esterni. In amaranto sta alternando soluzioni in base agli interpreti: centrale la qualità tra le linee (Peralta/Marchesi), ampiezza con quinti “lunghi” e riferimento pesante davanti.

Rosa 2025-26

La rosa conferma un gruppo snello, età media ~25 anni, con innesti d’esperienza in ogni reparto.
Porta. Spicca Jacopo Seghetti (2005), tra i profili più valutati del girone, con Filippo Tani e Danko Nicolae Ciobanu come alternative.
Difesa. Leader di reparto Salvatore Monaco (ex Perugia) e il duttile Mario Noce; in crescita Leon Baldi e Andrea Fancelli. Sulle fasce: Kevin Haveri a sinistra (spinta e mancino), Davide Gentile a destra (under con gamba).
Centrocampo. Asse di sostanza con Moses Odjer e Nana Welbeck, equilibrio ed esperienza con Zaccaria Hamlili; utili rotazioni Luca Bonassi, Kevin Biondi e il giovane Jesus Christ Mawete. Trequarti con Diego Peralta, Lorenzo Panaioli e Federico Marchesi.
Attacco. Il carisma di Federico Dionisi e la fisicità-tecnica di Samuel Di Carmine formano una coppia “vintage” e pesante per la categoria; completano il reparto Antonio Cioffi (esterno con uno-contro-uno), Jacopo Marinari e le punte Matteo Panattoni e Alessandro Malva.

Rendimento fin qui

Alla vigilia dell’11ª giornata, il Livorno è in zona bassa di classifica: 15° posto con 10 punti in 10 gare (3 vittorie, 1 pareggio, 6 sconfitte; gol 6–15, diff. reti –9). Dato secco che racconta due cose: fase offensiva ancora “corta” (pochi gol segnati) e qualche blackout difensivo. I segnali positivi arrivano però dalle prove contro pari-grado dirette, dove la squadra ha mostrato compattezza e capacità di soffrire. I livornesi sono reduci dalla vittoria casalinga per 2-1 contro la Sambenedettese.

Come gioca (e dove può far male)

Blocco medio e linee strette. Formisano prova a tenere la squadra corta e a proteggere il corridoio centrale con mediani aggressivi e aiuti dei braccetti (i difensori laterali della linea a 3).
Esterni determinanti. La spinta di Haveri è spesso il grilletto per risalire il campo; Gentile può alzarsi in asimmetria.
Rifinitura tra le linee. Peralta è la valvola creativa che si muove tra le maglie del 3-5-2 avversario; Cioffi aggiunge uno-contro-uno e corsa.
Palla inattiva. Con Monaco, Dionisi e Di Carmine resta un’arma: cross “forti” sul primo palo per sfruttare seconde palle in area.
Perugia dovrà evitare falli laterali e corner gratuiti e spegnere la prima uscita a sinistra (Haveri+mezzala) dove i labronici costruiscono meglio.

I precedenti con il Grifo

La storia sorride al Perugia: bilancio complessivo 16 gare, 6 vittorie Perugia, 7 pareggi, 3 successi Livorno. In Serie C equilibrio perfetto: 1 vittoria per parte e 3 pareggi in 5 incroci. L’ultimo confronto ufficiale risale alla B 2019-20: Perugia–Livorno 1-0 al Curi (rete di Melchiorri). Un classico “di provincia” che ha regalato sfide intense in B e C e che torna oggi con umori diversi ma stesso orgoglio.

Curiosità e identità

Il Livorno incarna un’idea di calcio popolare e ribelle. Simboli e icone: Cristiano Lucarelli, capocannoniere della A 2004-05 e volto della promozione; Igor Protti, unico nella storia ad aver vinto la classifica marcatori in A, B e C1. Nel 2025, per il 110° club, la società ha scelto di rinviare il restyling dello stemma dopo il confronto con la tifoseria: la stagione verrà celebrata con il gonfalone cittadino sulle maglie, a rimarcare il legame squadra–città.
Incredibile la serie di allenatori ex Perugia che si sono seduti sulla panchina livornese: Guido Mazzetti dal ’62 al ’65 e 76/77, Papadopulo 95/96, Stringara 96/98, Cosmi 2009/10, Novellino dal 2010 al 2012, Perotti nel 2012 (3 giornate) e 2014 (1 giornata), Gautieri 14/15, Breda 2017-2020, Amelia 2020/21, Indiani 24/25, Formisano 25/26.

Cosa aspettarsi al Curi

Gara spigolosa. Il Livorno arriva con classifica corta e la necessità di far punti, organizzato a protezione dell’area e pronto a sfruttare i riferimenti in avanti. Il Perugia dovrà:
1. alzare i ritmi sulle corsie per costringere gli esterni amaranto ad abbassarsi;
2. schermare Peralta tra le linee;
3. vincere i duelli aerei in area propria sulle palle inattive.
La spinta del Curi può fare la differenza contro un avversario che, nonostante i limiti realizzativi fin qui, ha uomini d’esperienza capaci di “sporcare” la partita.

Fonti

Transfermarkt – Rosa US Livorno 1915 2025/26; dati generali squadra.
US Livorno (sito ufficiale) – Presentazione rosa e organigramma 2025/26.
La Nazione – Formisano nuovo allenatore del Livorno (agosto 2025).
TifoGrifo.com
I AM CALCIO / Diretta risultati – Serie C Girone B 2025/26.
Wikipedia – U.S. Livorno 1915.

Perugia da incubo: ecco la ricetta di Faroni per salvare la stagione!

Sembra la scena di un episodio di “Cucine da incubo”: il Perugia Calcio è in pieno caos e i tifosi, nei panni di clienti insoddisfatti, hanno finora assaggiato solo piatti insipidi e risultati indigesti. La squadra biancorossa pare un ristorante allo sbando, e di fronte a questa situazione il presidente Javier Faroni ha deciso di indossare il grembiule da chef e rivoluzionare la ricetta del suo Perugia. Come un Antonino Cannavacciuolo quando arriva in soccorso di un locale disastrato, Faroni ha cambiato gli ingredienti nel pentolone biancorosso per provare a salvare la stagione.

Rivoluzione nella brigata di cucina: fuori allenatori dimissionari, incapaci di invertire la rotta, fuori anche il direttore sportivo Mauro Meluso con cui si sta trattando la buonuscita. Si sono scelti i vecchi sapori delle “ricette della nonna”: ingredienti genuini ed affidabili della tradizione, quelli che sanno di casa e di un calcio autentico. Faroni ha aperto la dispensa della storia del Grifo e puntato su Giovanni Tedesco, Riccardo Gaucci e Walter Alfredo Novellino, sperando che si possa ritrovare un gusto vincente dopo un avvio da dimenticare.


Il Ritorno dei “Saggi”

Riccardo Gaucci, 47 anni, è il figlio minore dell’indimenticato patron Luciano Gaucci, l’uomo che portò il Perugia in Serie A a cavallo del nuovo millennio. Riccardo ha respirato fin da giovane l’aria del calcio perugino ed è stato dirigente in varie società (attualmente presidente dell’Assisi Calcio). Ora ritorna nella città del Grifo con il ruolo disegnato su misura di consulente del presidente Faroni per l’area sportiva. In pratica sarà un consigliere speciale per tutte le questioni tecniche e di mercato, mettendo a disposizione la sua esperienza e il suo cognome pesante. Gaucci, tra l’altro, conosce bene Giovanni Tedesco: i due hanno condiviso lo spogliatoio biancorosso nei primi anni 2000 e più di recente un’esperienza comune al Floriana (club maltese di proprietà della famiglia Gaucci, dove Tedesco allenò).

Accanto a Gaucci, e con un compito complementare, ecco Walter Alfredo Novellino. Tecnico 70enne di lungo corso (ex allenatore, tra le altre, di Napoli, Sampdoria e Torino), Novellino fu protagonista anche in Serie A come funambolica ala di Perugia e Milan tra gli anni ‘70 e ‘80, e di nuovo in Umbria da allenatore negli anni ’90. Conosce bene le pressioni di piazze ambiziose come Perugia. Faroni lo ha voluto come consulente per le relazioni istituzionali: una figura di collegamento tra il club e le istituzioni calcistiche, capace di dare una mano sia sul piano dirigenziale sia nel rapporto con la Lega e la Federazione. Pur senza un incarico operativo ufficiale, Novellino rappresenta una sorta di saggio a cui attingere consigli strategici. La presenza di due consulenti esterni di questo calibro segnala la volontà di fare massa critica nelle decisioni: Faroni, alla prima esperienza nel calcio italiano, ha riconosciuto di aver bisogno di affiancare alla proprietà un bagaglio di competenza e di storia locale per evitare altri passi falsi.


Il Giovanni Tedesco giocatore

Per i tifosi con qualche anno in più sulle spalle, Tedesco non ha bisogno di presentazioni. Per i più giovani, basti dire che è stato l’anima di un Perugia di altissimo livello.

Nato a Palermo nel 1972, centrocampista “box-to-box” ante litteram, arriva in biancorosso nell’ottobre 1998 dopo la gavetta tra Reggina, Fiorentina e Foggia. Rimane sei stagioni consecutive in Serie A (1998-2004), collezionando 154 presenze e 24 gol. Diventa un idolo, un leader, il Capitano.

Incarnava lo spirito di quella squadra: grinta infinita e generosità. Inoltre una sorprendente capacità di inserimento, che gli permise di segnare 8 gol nella stagione 2000-01. Era il motore del Grifo di Serse Cosmi, uno dei protagonisti della storica vittoria della Coppa Intertoto UEFA nel 2003, suggellata anche da un suo gol nella finale di ritorno contro il Wolfsburg.

Il suo carisma era tale che, anche dopo aver lasciato Perugia, divenne capitano quasi ovunque: al Genoa (dove scese in C1 per rispetto della maglia, dopo la retrocessione d’ufficio) e persino a Palermo, coronando il sogno di guidare la squadra della sua città. Un leader nato, capace di segnare gol pesanti nei momenti decisivi.


Il Giovanni Tedesco allenatore

Appesi gli scarpini al chiodo, Tedesco inizia la sua seconda vita in panchina. Parte dalle giovanili del “suo” Palermo (Allievi Nazionali) e vive una breve e sfortunata parentesi a Foligno (2012).

La sua carriera da tecnico decolla però all’estero, precisamente a Malta. E qui, il destino lo ricongiunge a Riccardo Gaucci. Nel 2014, Gaucci Jr., presidente del Floriana, gli affida la squadra. Tedesco ripagherà la fiducia e nel 2017 vincendo il suo primo trofeo da allenatore, la Coppa di Malta (FA Trophy).

Nel 2016 vive anche l’ebbrezza della Serie A da tecnico: il vulcanico Zamparini lo chiama a guidare il Palermo come allenatore ad interim. Saranno solo 3 partite, prima di restare nello staff come collaboratore di… Walter Novellino. I destini che si incrociano di nuovo.

Tedesco si costruisce una solida reputazione internazionale. Ad Hamrun lancia giovani e ottiene un ottimo 4° posto. Ma l’impresa che fa parlare di lui è al Gżira United (2019): nelle qualificazioni di Europa League, compie un miracolo sportivo eliminando i croati dell’Hajduk Spalato, ribaltando uno 0-2 all’andata con un clamoroso 3-1 in trasferta. Un risultato storico per il calcio maltese.

Dopo varie esperienze (Valletta, Emirati Arabi), torna a vincere: nel 2023 conquista la sua seconda Coppa di Malta con il Birkirkara. Nel 2024, dopo una breve esperienza in Qatar all’Al-Mesaimeer SC, Giovanni è tornato per la terza volta al Gżira United. La sua avventura si è interrotta consensualmente a settembre 2025.

Tedesco porta con sé un bagaglio di esperienze internazionali poco comune per un tecnico italiano. Non ha ancora guidato squadre nei campionati professionistici italiani per una stagione intera. Perugia è l’occasione di dimostrare il proprio valore in patria, alla guida di un club che considera famiglia.


Grinta, 4-2-3-1 e mentalità

Giovanni Tedesco è un allenatore che somiglia al giocatore che è stato. Il suo calcio è intensità, carattere, temperamento. Punta tutto sulla grinta, sul gruppo, sulla capacità di “gettare il cuore oltre l’ostacolo”. Esattamente ciò che è mancato a questo Perugia.

Sul piano tattico, il suo modulo di riferimento più recente è il 4-2-3-1, un sistema equilibrato che copre bene il campo e valorizza il trequartista. Ma ha dimostrato di sapersi adattare (usando anche 4-3-3 o 4-4-2).

Giovanni porta con sé una fame e un senso d’appartenenza che nessun altro tecnico sul mercato avrebbe potuto garantire. Troverà uno staff tecnico confermato (che già conosce la squadra) e il supporto esterno di Novellino, un lusso per la categoria.


La scelta per ripartire

L’ingaggio di Giovanni Tedesco non è una semplice scelta tecnica, è una dichiarazione d’identità. È la “ricetta del cuore” scelta da Faroni, con Gaucci e Novellino, per salvare la stagione.

La speranza è che grinta ed appartenenza – gli ingredienti principali del Capitano – possano finalmente saziare la fame di vittorie dei tifosi. La classifica è difficile, ma se c’è un uomo capace di capire cosa significa lottare con il Grifo sul petto, quello è Giovanni Tedesco.

Il menu da incubo dovrebbe essere finito. Ora la parola passa al campo: già lunedì al Curi contro il Livorno si serve il primo piatto della nuova gestione.

Bentornato Capitano. Speriamo che la ricetta sia quella giusta.


Fonti

La Casa di C – “Perugia, accolte le dimissioni di Braglia: la nota ufficiale”

La Casa di C – “Perugia, Tedesco e Gaucci sono arrivati in città: pronto anche Novellino”

Wikipedia (it) – “Giovanni Tedesco”

Giocatoridilanacaprina.it – “Giovanni Tedesco cuore di Capitano”

Stadionews – “Giovanni Tedesco torna in panchina: vicina la firma col Perugia”

Tag 24 Umbria – “Grifo, rivoluzione in atto: Giovanni Tedesco ad un passo dalla panchina”

Mediagol – Intervista a Davide Ballardini

Transfermarkt – Profilo allenatore di Giovanni Tedesco

Perugia24 – “Da dove nasce l’idea dell’arrivo di Giovanni Tedesco al Perugia? Da un messaggio…”

UmbriaON – “Nuova svolta per il Perugia. Via Meluso e Braglia dentro Riccardo Gaucci, Novellino e Tedesco”

Rai News TGR Umbria “Emozioni e motivazioni nel ritorno del duo Tedesco-Gaucci

ANSA.it – “Giovanni Tedesco è già al lavoro con i biancorossi”

Sprint e Sport – “Il blasonato club le prova tutte: il nuovo allenatore è l’ex capitano dei tempi della Serie A”