Torres Sassari: il prossimo avversario dei Grifoni!

La quattordicesima giornata di campionato del Perugia andrà in scena al Comunale “Vanni Sanna” di Sassari, sabato alle 17:30. La Società Educazione Fisica Torres Sassari 1903 è tra i club più antichi della Sardegna ed ha attraversato una storia ricca di vicissitudini. Per i Grifoni è storicamente un campo ostico, dove ha trovato la vittoria in sole due occasioni: ai tempi di Vitalesta e Lolli e più recentemente 35 anni fa con i sigilli di Barrella e Fermanelli. Oggi la squadra di Tedesco ha fame di punti per risalire una situazione pessima di classifica, e la Torres, scivolata al penultimo posto, farà di tutto per invertire la propria rotta con il ritorno di Mister Greco in panchina.

Grande mobilitazione a Sassari, appelli che richiamano i tifosi a stare vicini alla squadra e volantini diffusi per la città.


Storia, Proprietà, Stadio

La Torres venne fondata come Società per l’Educazione Fisica Torres nel 1903. La Società comprende varie attività sportive, tra le quali il calcio.

Nel 1930 i rossoblù prendono parte per la prima volta al torneo di Seconda Divisione Lazio e vengono subito promossi in Prima Divisione, l’odierna serie C. Nel 1931-’32 la squadra allenata dal maestro ungherese Ferenc Plemich, al termine di una stagione straordinaria, sfiora il salto in serie B. Ancora il calcio non è l’attività predominante della SEF ma spiccano pugilato e atletica.

Negli anni ’50 e ’60 la Torres ebbe una fase di crescita: in quel periodo vinse in Sardegna anche contro avversari blasonati. Marzio Lepri è il simbolo del periodo, di origini ternane ma sassarese d’adozione è stata una bandiera e il bomber d’eccellenza della squadra.

Nei decenni successivi la Torres ha vissuto diverse rifondazioni: in particolare, le crisi finanziarie hanno portato a ricostituzioni societarie nel 1991, 2006 e 2008. Dal 2017 una nuova società, S.E.F. Torres 1903, è tornata ai vertici calcistici regionali, guadagnando due promozioni consecutive fino alla Serie C.

Dal 2021 la proprietà è in mano a un gruppo locale, l’Insula Sport S.r.l., con il presidente Stefano Udassi e il direttore sportivo Andrea Colombino alla guida hanno portato la squadra fino al secondo posto in Serie C nel 2023/24.

Recente bandiera è Gigi Scotto, sassarese, capitano e idolo della tifoseria (151 presenze e 42 gol in carriera per il club). Scotto ha salutato la Torres nell’estate 2025 passando al Treviso in Serie D, lasciando un’eredità di impegno e lealtà.

Udassi e Colombino hanno puntato su un progetto di crescita con tanti giovani, ma finora la stagione 2025-26 non sta rendendo i risultati sperati.

Il fulcro dell’attività sportiva di Sassari è lo Stadio Comunale “Vanni Sanna”. Costruito nel 1922 e inaugurato l’8 dicembre di quell’anno, è il più antico impianto sportivo della città. In passato noto come “Stadio Acquedotto”, dal 2001 è intitolato a Giovanni “Vanni” Sanna, dirigente e storico personaggio del club. Ha una capienza complessiva di 10.000 spettatori (circa 6.145 posti oggi omologati). Di proprietà del Comune di Sassari, il “Vanni Sanna” è stato oggetto di ristrutturazioni nel corso del tempo. L’impianto è caratterizzato da quattro tribune con curva sud tradizionalmente riservata ai tifosi della Torres.


L’allenatore: Alfonso Greco

Il nuovo allenatore della Torres è Alfonso Greco (Roma, 1969), già protagonista di più cicli con il club sardo. Ex centrocampista (cominciò nella Lazio, per poi disputare alcuni campionati professionistici con tra le altre SPAL, Cagliari, Pisa e Grosseto, ritirandosi nel 2004), è oggi un tecnico emergente noto per il lavoro nei settori giovanili e nelle squadre dilettantistiche.

Nel 2007-08 vinse il titolo italiano Under-18 con la Nuova Tor Tre Teste di Roma. Negli anni successivi ha guidato diverse squadre dilettantistiche e anche a Malta (tra le quali il Sliema Wanderers).

La sua prima parentesi alla Torres è datata luglio 2021: ingaggiato quando il club era in Serie D, Greco conquistò subito la promozione in Serie C tramite i playoff (vittoria finale su S.S. Matelica). Con lui sulla panchina, la Torres ottenne negli anni seguenti piazzamenti di prestigio (conclusione al 3° posto nel 2022-23 e al 2° nel 2023-24). Dopo una rapida esclusione (dicembre 2022) e immediata richiamata a febbraio 2023, Greco ha allenato la squadra fino alla primavera 2025. A maggio lasciò la squadra dopo il pesante 1-7 rimediato nei playoff dall’Atalanta U23, in seguito all’avvio disastroso è stato richiamato nuovamente l’11 novembre 2025 per la terza volta sulla panchina sassarese.

Stile e modulo: Greco adatta la squadra a un blocco di possesso, spesso schierando il 3-4-2-1. Questo sistema prevede tre centrali di difesa, due terzini molto spinti, centrocampo equilibrato e due trequartisti dietro l’unica punta. Predilige una circolazione palla veloce e ribaltamenti in contropiede, con gli attaccanti pronti a sfruttare gli spazi sulle fasce.

Appena richiamato «Ai ragazzi ho detto di liberare la testa e andare in campo con leggerezza, consapevolezza e responsabilità», aggiungendo che vede la Torres costruita per una difesa a 3 e centrocampo a 4 o 5.

È noto il legame affettuoso di Greco con la tifoseria sassarese, che lo acclamò dopo gli anni d’oro. La sua storia professionale unisce la Sardegna a Roma e persino a esperienze internazionali, segno della sua duttilità.


Rosa 2025/26 e probabili titolari

La rosa attuale della Torres (stagione 2025-26) combina giocatori esperti e giovani emergenti.

In porta ci sono il giovane Danilo Petriccione (classe 2002, ex Mantova e Pescara), e Andrea Zaccagno (classe 1997, 8 presenze quest’anno).

La difesa è composta principalmente da: Niccolò Antonelli (1990), Riccardo Idda (1988) e Mario Mercadante (1995) esperti difensori conferme della scorsa stagione. Tra gli esterni da segnalare Cristian Fabriani (2001, rivelazione di questa stagione) e Lorenzo Zambataro (1998, scuola Atalanta) e Sajmir Dumani (2005, promettente esterno sinistro). Matteo Liviero è attualmente fuori rosa, ma Greco ha aperto al suo reintegro.

Nel centrocampo figurano Daniele Giorico (1992, mediano con esperienza), Michael Brentan (2002, versatile centrocampista ex-Samp ed AlbinoLeffe), insieme a Michele Carboni (2004, prodotto del vivaio del Cagliari) e Mattia Sala (2005, giovane e titolare proveniente dal Pisa).

L’attacco vede come riferimento Antonino Musso (1999, punta rapida, ex Sorrento, 3 reti) e il giovane catanese Lorenzo Di Stefano (2002, seconda punta, arrivato dal Modena).

Altri elementi offensivi rilevanti in rosa sono Alberto Lunghi (2003, trequartista o seconda punta, scuola Perugia), Adama Diakité (1993, esterno d’attacco, da tre stagioni alla Torres, 1 gol quest’anno) ed Ernesto Starita (1996, in prestito dal Benevento).

L’attaccante di maggior peso specifico era Manuel Fischnaller (1991), 25 reti in due stagioni con la Torres ma è stato ceduto al Trapani nel mercato estivo. Anche Luigi Scotto (1990), capitano e riferimento offensivo ha salutato con rammarico la Torres nell’estate 2025. In entrata la società ha puntato su rinforzi di esperienza e giovani prospetti: oltre a Musso e Di Stefano, sono arrivati in prestito Riccardo Stivanello (difensore del Bologna) e l’argentino Mateo Scheffer Bracco (ala destra della Carrarese).

Probabile formazione: considerato che Greco è appena tornato sulla panchina sassarese, e che la gara interna con il Perugia è la prima, potrebbero esserci delle modifiche rispetto alle gare precedenti. Una certezza è l’utilizzo della difesa a 3.

Zaccagno (in alternativa Petriccione) in porta; difesa a tre con Antonelli, Idda e Mercadante; esterno destro Fabriani (Zecca e Scheffer sono infortunati), esterno sinistro Zambataro (o spazio a Dumani), Giorico (o Brentan) e Sala centrali di centrocampo; trequartista il capitano Mastinu (o Alberto Lunghi) dietro le due punte Musso e Di Stefano (o Diakité).


Andamento 2025/26 e obiettivi

Finora la stagione 2025-26 è stata molto difficile per la Torres. Dopo 13 giornate i sassaresi sono penultimi in classifica con soli 7 punti (1 vittoria, 4 pareggi, 8 sconfitte). Ad agosto, in Coppa Italia, ha battuto il Livorno 2-1. Poi l’unica vittoria in campionato all’esordio interno col Pontedera; da allora la squadra ha inanellato 12 turni senza successi, con ben 682 minuti di gioco consecutivi senza gol segnati. Il rendimento offensivo è il peggiore di tutto il girone. L’ultima sconfitta interna col Carpi (0-1), lo scorso turno battuta 3-0 a Ravenna.

L’obiettivo dichiarato ad inizio stagione era di consolidarsi in Serie C, valorizzando il vivaio locale e puntando a un piazzamento tranquillo nella parte sinistra della classifica. Gli esperti puntavano anche a un possibile inserimento nei playoff, dato il terzo posto ottenuto nel 2024/25. Tuttavia, il confronto tra quelle ambizioni e la realtà attuale è impietoso: la squadra è ferma al penultimo posto, con un attacco sterile e difesa sotto pressione. Dopo il cambio in panchina – Michele Pazienza esonerato e richiamato Greco – la società ha abbandonato temporaneamente il progetto “giovani” per affidarsi a giocatori più esperti noti al tecnico. Ciò prova l’urgenza di risalire la classifica: ogni risultato sarà fondamentale per rialzarsi. Al momento la priorità stagionale resta la salvezza, da conquistare nelle prossime giornate.


Precedenti storici e curiosità

Torres e Perugia si sono incontrate in passato molte volte. Nei primi confronti ricordiamo in particolare nella Serie C 1931/32 un 3-1 dei Grifoni a Sassari con reti dei grandi Lolli e Vitalesta (2), e un sonoro 6-0 della Torres in Sardegna nella IV Serie 1954/55. Marzio Lepri, ternano, è il miglior marcatore negli scontri diretti con 7 reti in 5 partite. Lepri è anche il miglior marcatore nella storia della Torres, dove finì la carriera nel 1964 dopo 301 presenze e 122 gol in maglia rossoblù.

Nel calcio moderno, dal 1959/60 in poi gli incontri sono stati sempre in Serie C con 8 vittorie Torres, 7 vittorie Perugia e 12 pareggi. Le reti sono 17 per parte. Ricordiamo nel 1988/89 un Torres – Perugia con rete di Gianfranco Zola.  Nel 2005/06 fu l’ex Tozzi Borsoi a condannare il Perugia dal dischetto a 5 minuti dal termine, per fallo sull’altro ex Guberti

L’ultima vittoria del Perugia a Sassari risale 35 anni fa, nel campionato 1990/91 per 2-0 con reti di Barrella e Fermanelli. La scorsa stagione al Curi si è imposto il Perugia 2-1, mentre a Sassari la vittoria della Torres 1-0.

Nei precedenti tra allenatori, due vittorie e due pareggi per Tedesco. Partite mai finite senza reti.

Tra gli “ex” nella Torres ci sono Matteo Liviero, che subì un pesante infortunio quando giocava a Perugia ed era protagonista di un buon campionato (attualmente fuori rosa, ma con i sardi dal 2022) e Alberto Lunghi (trequartista 11 presenze quest’anno) cresciuto nel vivaio perugino e qualche presenza con un gol in prima squadra, che al Bar Sport conosciamo bene in quanto fratello di una ex-dipendente del locale! Anche il portiere Zaccagno ha avuto un breve trascorso a Perugia da febbraio a luglio 2022.

Torres - Perugia manifesto vintage

Fonti:

lanuovasardegna.it, unionesarda.it, sardegna.diariosportivo.it, centotrentuno.com, comune.sassari.it, calciotorres.it, transfermarkt, en.wikipedia.org, it.wikipedia.org, tifogrifo.com.

Perugia – Arezzo: i segreti dell’avversario!

Domani il Perugia ospiterà l’Arezzo allo stadio Renato Curi per la 13ª giornata del campionato di Serie C (girone B). Una sfida importante contro un avversario storico, con cui esiste una lunga tradizione di confronti diretti. Andiamo a conoscere meglio l’Arezzo, dalla sua storia centenaria ai protagonisti di ieri e di oggi. L’attuale allenatore Cristian Bucchi e il DS Aniello Cutolo (che i perugini ben conoscono), la rosa 2025-26 con i giocatori più in forma, il cammino stagionale e i precedenti tra Arezzo e Perugia.

Storia dell’Arezzo: dalla fondazione ai giorni nostri

L’Arezzo, fondato il 10 settembre 1923, iniziò la sua attività con il nome di Juventus Foot Ball Club (divisa gialla e pantaloncini neri). Negli anni ’30 assunse la denominazione Unione Sportiva Arezzo, adottando poi il colore amaranto come simbolo cittadino. Nella sua storia il club toscano non ha mai raggiunto la Serie A, ma vanta diverse partecipazioni in Serie B (16 campionati cadetti). La prima promozione in B arrivò nel 1966, seguita da altre salite e discese nelle decadi successive: memorabile il quinto posto in Serie B nel 1983-84, a soli 5 punti dalla promozione in A. Proprio in quegli anni l’Arezzo vinse una Coppa Italia di Serie C (1981) e nella stagione 2003-04 conquistò la Supercoppa di Serie C, coronando la promozione in B sotto la guida di Mario Somma.

La storia amaranto è stata spesso travagliata da difficoltà finanziarie. Nel 1993 la vecchia U.S. Arezzo fallì ed uscì dai ranghi federali. La rinascita partì grazie all’iniziativa dell’ex campione mondiale Francesco “Ciccio” Graziani, che rifondò il club nei dilettanti. A metà anni ’90 emerse in panchina un tecnico destinato a grande fama: Serse Cosmi, che dal 1996 condusse l’Arezzo dalla Serie D fino alla Serie C1. Un altro allenatore poi celebre, Antonio Conte, guidò la squadra nel 2006-07 in B, seppur in un’annata sfortunata: l’Arezzo partì con 6 punti di penalizzazione per lo scandalo Calciopoli e retrocesse nonostante un tentativo di rimonta finale. Curiosamente, Conte polemizzò pubblicamente con la “sua” Juventus, colpevole a suo dire di aver perso volutamente all’ultima giornata contro lo Spezia, risultato che condannò gli amaranto alla C1.

Un altro crac finanziario colpì l’Arezzo nel 2010, con conseguente mancata iscrizione al campionato. Ancora una volta il club fu rifondato – temporaneamente come Atletico Arezzo – e vide anche volti noti coinvolti nella dirigenza, come l’attore Luca Zingaretti e l’ex bomber argentino Abel Balbo.

Nel 2018 però ci fu un nuovo fallimento societario, seguito dall’acquisizione del titolo sportivo da parte di nuovi imprenditori (Giorgio La Cava e Massimo Anselmi) con il sostegno del comitato tifosi “Orgoglio Amaranto”, che già dal 2010 detiene simbolicamente l’1% del club. È stato il primo caso in Italia di azionariato popolare in una società calcistica professionistica, motivo di grande orgoglio per la tifoseria aretina.

Nel 2022-23, anno del centenario, la vittoria del girone E di Serie D e il ritorno in Serie C. L’attuale presidente è l’imprenditore Guglielmo Manzo, in carica dal 2021, affiancato da figure dirigenziali come il direttore generale Paolo Giovannini e un’autentica bandiera amaranto come Aniello Cutolo, ex attaccante e capitano dell’Arezzo (ed anche ex-Grifone) oggi DS del club.

Tra i giocatori simbolo della storia aretina meritano menzione Tullio Gritti (bomber degli anni ’80, trascinatore nella promozione del 1982), Elvis Abbruscato (capocannoniere nell’Arezzo di Somma 2003-04) e Matteo Serafini (capitano di quella squadra vincente). Senza dimenticare personaggi come Franco “Rambo” Migliorini, autore di una tripletta in un mitico 4-1 al Perugia nel 1948, o Fabio Bazzani, attaccante che a fine anni ’90 vestì la maglia amaranto segnando valanghe di gol prima di spiccare il volo verso la Serie A (curiosamente proprio passando dal Perugia). Anche Antonio Di Natale, poi bomber dell’Udinese, mosse i primi passi importanti in amaranto (stagione 1998-99 in C1). Insomma, una storia fatta di alti e bassi ma anche di talenti lanciati nel grande calcio e di una tifoseria passionale sempre vicina alla squadra.

Cristian Bucchi: dal campo alla panchina, ritorno al “cuore” biancorosso

Sulla panchina dell’Arezzo siede Cristian Bucchi, nome ben noto anche a Perugia. Romano, classe 1977, Bucchi è stato infatti un attaccante del Perugia a cavallo del Duemila. La sua storia da calciatore è particolare: cresciuto nelle serie minori, nel 1998 il presidente Luciano Gaucci lo portò a Perugia facendogli compiere un salto di cinque categorie in un colpo solo. Bucchi ripagò la fiducia con 5 gol in 27 presenze alla sua prima stagione in Serie A. L’anno successivo però, dopo un prestito proficuo al Vicenza, incorse in un episodio sfortunato: risultò positivo a un controllo antidoping (nandrolone) e fu squalificato per un anno. Tornato in campo, passò in Serie B alla Ternana – altra piazza umbra, scelta non semplice per un ex grifone – e poi girovagò molto. Visse il momento più drammatico della sua vita nel 2003 a Cagliari, con la tragica scomparsa della compagna Valentina a pochi mesi dal matrimonio. Sul campo seppe reagire e continuare la carriera: memorabile la stagione 2005-06 a Modena, in cui fu capocannoniere della Serie B con 29 gol. Successivamente vestì, tra le altre, le maglie di Napoli, Siena, Bologna, Ascoli e Pescara, chiudendo la carriera da giocatore nel 2011.

Come allenatore dopo gli inizi nelle giovanili del Pescara, debuttò su una panchina professionistica proprio in Umbria, a Gubbio, nel 2013. La svolta è arrivata qualche anno dopo: nel 2016 Bucchi diventò allenatore del Perugia in Serie B, guidando i grifoni a un’ottima stagione conclusa con la qualificazione ai playoff (Perugia eliminato in semifinale dal Benevento). I tifosi biancorossi lo ricordano come un tecnico giovane e preparato, capace di proporre un gioco propositivo. Il suo modulo prediletto è il 4-3-3 a trazione anteriore, con esterni offensivi rapidi e manovra palla a terra. Dopo l’esperienza perugina Bucchi ebbe l’occasione di allenare in Serie A al Sassuolo (2017), pur senza fortuna, e successivamente Benevento, Empoli, Triestina e Ascoli.

All’Arezzo Bucchi è arrivato nel febbraio 2025 con un contratto biennale, in un momento delicato: la squadra era da neopromossa in difficoltà. Il suo impatto è stato straordinario, trasformando gli amaranto in una “macchina da guerra” (come l’ha definita la stampa locale). Nel girone di ritorno della scorsa stagione ha collezionato 9 vittorie in 15 partite, risollevando l’Arezzo. La società gli ha confermato piena fiducia in estate, allestendo una rosa competitiva per puntare senza mezzi termini alla promozione diretta in Serie B. Bucchi finora sta ripagando le attese: è riuscito a dare all’Arezzo un’identità precisa, fatta di aggressività, corsa e mentalità vincente. Un’aneddoto curioso: fino a fine ottobre 2025 le squadre di Bucchi non avevano mai pareggiato una partita! Dal suo arrivo ad Arezzo, in oltre 25 gare ufficiali i risultati erano stati solo vittorie o sconfitte. Il suo primo pareggio da tecnico amaranto è arrivato il 25 ottobre 2025, 1-1 sul campo della Ternana. Segno di un allenatore che gioca sempre per vincere.

Dal punto di vista caratteriale, Cristian Bucchi è un tecnico preparato tatticamente e molto motivatore. Gli piace un calcio propositivo ma equilibrato: “testa e piedi” è uno dei suoi motti, come dichiarato in un recente evento in memoria di Gaucci, dove ha promesso che il suo Arezzo proverà sempre a essere protagonista. Per Bucchi, ex attaccante, la fase offensiva è fondamentale: il suo Arezzo cerca di imporre il gioco e segnare, come dimostrano i numeri attuali. I tifosi perugini ritroveranno dunque un volto amico, ma domenica Bucchi sarà un avversario determinato a fare risultato nella “sua” Perugia.

Rosa dell’Arezzo e probabile formazione

L’Arezzo versione 2025-26 dispone di una rosa molto competitiva per la Serie C, con un mix di giocatori esperti e giovani di talento. Il capitano della squadra è il difensore Marco Chiosa, centrale classe 1993 con trascorsi importanti (un passaggio anche a Perugia qualche stagione fa). Chiosa è il perno della retroguardia amaranto e guida un reparto difensivo solido: al suo fianco agiscono spesso Nicolò Gigli (domani ancora squalificato) o Matteo Gilli, mentre sulle fasce difensive troviamo due terzini di spinta come Filippo De Col (a destra, ex Spezia in Serie B) e Samuele Righetti (a sinistra, perugino di nascita ed ex-Perugia). Un giovane in crescita è il jolly difensivo Alessandro Renzi, autore anche di un gol in campionato. A disposizione anche l’esperto ex-Ternana Fabio Tito. In porta l’Arezzo schiera solitamente il più esperto Giacomo Venturi, con Luca Trombini, classe 2001, pronto all’occorrenza.

A centrocampo la qualità non manca. Spicca il nome di Jacopo Dezi (domani indisponibile per infortunio), regista e mezzala con notevole esperienza in B (i tifosi perugini lo ricorderanno, avendo giocato nel Grifo nel 2016-17). Dezi è arrivato ad Arezzo in estate e sta tornando ai suoi livelli, garantendo visione di gioco e inserimenti (porta il numero 92). Al suo fianco agisce spesso Luca Chierico (figlio d’arte, papà Odoacre giocò nella Roma anni ’80): è un centrocampista classe ’01 dinamico e tecnico, autore già di 2 reti decisive. Un elemento fondamentale dell’undici di Bucchi è il mediano Shaka Mawuli, ghanese dotato di grande fisicità e interdizione, cuore del centrocampo amaranto. Completano le rotazioni in mezzo Filippo Guccione (che domani dovrebbe sostituire Dezi), centrocampista offensivo di esperienza che può giocare anche da trequartista, e i giovani Gennaro Iaccarino e Marco Meli pronti a subentrare.

Il reparto avanzato dell’Arezzo è il vero fiore all’occhiello, con numerose opzioni e giocatori in forma. Il centravanti titolare è Pietro Cianci, attaccante possente (197 cm) noto per il suo gioco aereo. Cianci si è appena sbloccato e ha segnato 4 gol nelle ultime partite, inclusa una doppietta nell’ultima gara. Ai suoi fianchi Bucchi può scegliere tra attaccanti esterni molto pericolosi: Camillo Tavernelli (di Città di Castello e con 5 reti quest’anno, numero 21), giocatore rapido e imprevedibile partendo da sinistra. Sull’altra fascia agisce Emiliano Pattarello (numero 10), ala destra mancina classe ’99 cresciuta nel Verona, che sta vivendo una stagione di consacrazione: viene da una doppietta realizzata contro il Campobasso e ha già siglato 5 gol, confermando il suo fiuto in area. Un altro esterno di rilievo è Muhamed Varela (capoverdiano-portoghese, numero 11), a quota 4 reti e autore del gol vittoria a Rimini qualche settimana fa. In alternativa c’è Mario Ravasio (numero 91), punta centrale alto 1,85 mt che spesso entra a gara in corso e ha comunque trovato il gol 4 volte (suo l’ultimo sigillo nel 5-1 recente). Completano il reparto offensivo alcuni giovani come Francesco Dell’Aquila (infortunato) e Mattia Concetti, impiegati soprattutto in Coppa.

Considerando il modulo 4-3-3 di mister Bucchi, la probabile formazione dell’Arezzo al Curi potrebbe essere: Venturi tra i pali; De Col terzino destro, Chiosa e Gilli centrali, Righetti terzino sinistro; Mawuli mezzala e recuperapalloni con Guccione in regia e Chierico mezzala; in attacco Tavernelli e Pattarello (o Varela) sugli esterni a supporto di Cianci come riferimento centrale.

Il cammino 2025-26: un Arezzo da primato

Gli amaranto hanno iniziato questa stagione in maniera straordinaria, candidandosi subito al ruolo di favorita per la promozione. Dopo 12 giornate, l’Arezzo occupa il 1º posto in classifica con un ritmo da record. Nelle prime nove partite la squadra di Bucchi ha ottenuto 8 vittorie e 1 sola sconfitta, totalizzando 24 punti – miglior avvio nella storia del club, addirittura superiore allo “squadrone” del 2003-04 che si fermò a 22. Questo filotto iniziale ha incluso successi di prestigio come il 3-2 in trasferta alla Juventus Next Gen (deciso da un rigore allo scadere) e vittorie di misura sofferte ma significative contro Vis Pesaro, Gubbio e Rimini. L’unico passo falso in quel periodo è stato lo scivolone interno con il Guidonia (0-1).

A fine ottobre l’Arezzo ha conosciuto anche il primo pareggio (1-1 sul campo della Ternana), interrompendo una lunghissima serie di gare senza “X” che durava dall’arrivo di Bucchi a febbraio 2025.

Nell’ultima giornata disputata (12ª di campionato, il 1º novembre) l’Arezzo ha lanciato un messaggio forte a tutte le concorrenti, travolgendo il Campobasso con un sonoro 5-1. È stata la decima vittoria in dodici partite, a conferma di uno stato di forma eccezionale. In quella gara si è sbloccato definitivamente Pietro Cianci, autore di una doppietta, imitato da Pattarello (altra doppietta) e con Ravasio a mettere il sigillo finale.

I numeri complessivi raccontano di un Arezzo dominante: miglior attacco del girone (già oltre 20 gol fatti) e difesa fra le meno battute. I marcatori sono distribuiti: segno di una manovra corale dove tutti partecipano. Tavernelli, come detto, guida la classifica cannonieri interna, ma seguono a ruota Pattarello e Varela, più Cianci e Ravasio in crescita. Anche elementi del centrocampo come Chierico hanno contribuito con gol pesanti.

Quanto agli obiettivi stagionali, in estate la dirigenza amaranto non ha nascosto di puntare alla promozione in Serie B. Dopo il ritorno tra i professionisti nel 2023, l’Arezzo vuole completare l’opera riportando la città in cadetteria, categoria che manca dal 2007. Finora il cammino è in linea con queste ambizioni, anzi probabilmente sopra le aspettative in termini di continuità di risultati. Mister Bucchi e i suoi ragazzi, però, mantengono profilo basso e concentrazione: come ha dichiarato lo stesso allenatore, “i campionati non si vincono sulla carta, ma sul campo – dobbiamo affrontare ogni partita con umiltà”. L’Arezzo sa bene che la stagione è lunga e ogni calo di tensione potrebbe rimettere in gioco le rivali.

Dal punto di vista del gioco, l’Arezzo ha mostrato fin qui personalità anche in trasferta e capacità di adattarsi ai vari avversari. Ha vinto sia partite combattute di misura sia con goleade quando ha potuto distendersi. Un dato interessante è che l’Arezzo versione 25/26 segna spesso e ribalta partite nei secondi tempi, sintomo di tenuta atletica e mentale: Bucchi dosa bene le energie e attinge con intelligenza alla panchina, avendo ricambi di qualità soprattutto davanti. In definitiva, il percorso degli amaranto finora è da applausi: se mantenuto, potrebbe davvero portare a centrare quel “salto” in Serie B che la piazza di Arezzo sogna da quasi vent’anni.

Precedenti e aneddoti su Arezzo-Perugia

Quella tra Perugia e Arezzo è una sfida dal sapore antico, spesso sentita come un vero derby dell’Etruria dato che entrambe le città affondano radici nella civiltà etrusca. I confronti ufficiali in campionato sono 64 in totale, con un bilancio favorevole al Perugia: 24 vittorie biancorosse, 24 pareggi e 16 successi amaranto.

Il primo incrocio risale addirittura al 1931 in Prima Divisione (antenata della Serie C) e fu subito turbolento: la partita fu sospesa all’86’ per intemperanze dei tifosi aretini e il Perugia, che conduceva 1-0, ottenne la vittoria a tavolino. Un avvio burrascoso che preannunciò una rivalità accesa negli anni a venire. Al ritorno in Umbria il Perugia vinse 7 a 0, con i biancorossi che terminarono la stagione primi in calssifica.

Negli anni ’60 e ’70 le due squadre si affrontarono spesso tra Serie C e B, alimentando la passione delle rispettive tifoserie. L’affluenza record allo stadio Comunale di Arezzo si registrò proprio contro il Perugia: il 9 maggio 1971 ben 17.000 spettatori (oltre la capienza ufficiale) assistettero a un Arezzo-Perugia 2-1 rimasto nella storia.

Nel maggio ‘75 con il Perugia lanciato verso la prima storica promozione in Serie A, i Grifoni sotto 1-2 nel primo tempo ribaltarono il risultato con Sollier prima e Scarpa nel finale. L’Arezzo cercava i punti per salvarsi, ed in toscana il mancato pareggio venne visto come una sorta di “tradimento”: l’anno prima il presidente D’Attoma fu accusato di illecito (la valigetta con 2 milioni di Parma), ed il presidente amaranto Montaini salvò il Perugia dalla retrocessione testimoniando contro l’accusa in virtù della stima e dell’amicizia reciproca con il collega.

Nel 1985-86 in Serie B, l’Arezzo ottenne l’unica vittoria in campionato al Curi: 2-0 con reti di Facchini e Ugolotti, che permise all’Arezzo di salvarsi a scapito proprio dei grifoni, i quali retrocedettero e sarebbero poi precipitati in C2 per lo scandalo scommesse.

Nella scorsa stagione in campionato vittoria del Perugia in casa per 2-0 con reti di Di Maggio e Montevago, ad Arezzo vittoria dei locali per 2-0 con reti di Tavernelli e Pattarello.

In Coppa Italia, al Curi, vinse l’Arezzo 2-1 con due reti di Ogunseye (oggi al Perugia), ed il rigore di Matos al 91esimo. Comunque per quanto riguarda partite di campionato, l’unica vittoria degli aretini a Perugia è di 39 anni fa, un campo stregato.

Dal punto di vista degli ex e dei collegamenti tra i due club, ce ne sono moltissimi. A partire dall’allenatore amaranto: Cristian Bucchi ha giocato nel Perugia sia da calciatore (lanciato da Gaucci nel 1998) che da allenatore con ottimi risultati nel 2016-17. Anche il DS Aniello Cutolo che ha chiuso la carriera da Capitano ad Arezzo collezionando 150 presenze e 41 gol in maglia amaranto (più altre 10 presenze nel lontano 2005), nel 2008-09 ha giocato con il Perugia con 33 presenze e 5 gol.

Tra i giocatori attuali, spicca Jacopo Dezi, che in passato ha vestito la maglia del Grifo segnando anche gol importanti, ed ora milita nell’Arezzo. C’è poi il capitano amaranto Marco Chiosa, che ha fatto parte della rosa del Perugia in Serie B nel 2016-17. Il terzino sinistro Righetti è perugino di nascita e cresciuto nella squadra biancorossa. Il già citato Ogunseye unico ex-Arezzo a Perugia.

Un altro grande ex è Serse Cosmi: nato a Perugia e idolo della tifoseria biancorossa, Cosmi aveva mosso i primi passi da allenatore proprio ad Arezzo, portandolo su di categoria a fine anni ’90. Oltretutto Cosmi ha allenato sia Bucchi che Tedesco a Perugia, attuali tecnici delle due squadre.

Un altro ex di prestigio è Marco Di Loreto, difensore umbro che iniziò la carriera ad Arezzo e poi divenne colonna del Perugia di Cosmi in Serie A. E ancora Floro Flores, Bazzani, Tovalieri, Pagotto e Gelsi hanno indossato entrambe le maglie.

Insomma, incroci storici non mancano e aggiungono fascino alla sfida. Anche le tifoserie sentono questa partita, Perugia-Arezzo è un “derby” per la rivalità che si è sviluppata. Domenica al Curi ci si aspetta uno spettacolo di campo, tra un Perugia in cerca di punti per risalire e un Arezzo capolista desideroso di confermarsi. Per i grifoni sarà l’occasione di misurarsi con la squadra più in forma del torneo, mentre per gli amaranto un ulteriore esame di maturità in un ambiente caldo.

Fonti:

Giornata 12: alla scoperta del Pontedera!

Domani 2 novembre alle 17:30 il Perugia scenderà in campo allo stadio Ettore Mannucci di Pontedera per la 12ª giornata del campionato di Serie C, Girone B. I Grifoni affronteranno la formazione toscana dell’US Città di Pontedera, un avversario da non sottovalutare. Conosciamo il Pontedera: storia, curiosità e personaggi, per offrire ai tifosi biancorossi un quadro completo sul prossimo avversario.

Storia e curiosità del Pontedera

Il Pontedera venne fondato nel 1912 da un gruppo di studenti a Pontedera, in provincia di Pisa, scegliendo inizialmente il bianco come colore sociale e poi adottando il granata negli anni ’20. La società ha militato per decenni nelle serie inferiori e ha costruito la propria identità in Serie C, categoria in cui ha trascorso la maggior parte della sua storia. Non ha mai raggiunto la Serie B, pur sfiorando la promozione ben sei volte nel corso degli anni.

Negli anni ’80 il Pontedera si è tolto anche qualche soddisfazione internazionale vincendo la Coppa Anglo-Italiana 1985, torneo tra squadre di categoria inferiore italiane e inglesi, battendo in finale il Livorno. L’anno seguente raggiunse di nuovo la finale del medesimo torneo con Marcello Lippi in panchina (persa contro il Piacenza).

L’impresa più celebre del Pontedera avvenne in amichevole nell’aprile 1994: la squadra granata sconfisse nientemeno che la Nazionale Italiana di Arrigo Sacchi per 2-1, in un test di preparazione al Mondiale USA ’94. A Coverciano il Pontedera andò sul 2-0 (reti di Rossi e Aglietti) contro gli Azzurri, subendo solo nel finale il gol di Massaro; non bastarono neanche 10 minuti di recupero concessi dall’arbitro Collina a evitare quella vittoria storica per i toscani.

Nel 2006 fece scalpore un tentativo di acquisto del club da parte di un gruppo guidato dall’imprenditore Maurizio Mian (ex presidente del Pisa) che propose una triade presidenziale a dir poco insolita, composta da due note attrici a luci rosse (Valentine Demy e Karolcia) e un rapper, con la pornostar Cicciolina come madrina. L’operazione però sfumò presto.

Dopo una discesa nei Dilettanti ed Eccellenza, dal 2010 il Pontedera è ripartito con nuova gestione societaria e grazie all’appoggio del comune (in particolare dell’allora sindaco Simone Millozzi) è tornato tra i professionisti. Nel 2021-22 la squadra ha totalizzato 60 punti (record del club), chiudendo al 6º posto e partecipando nuovamente ai play-off promozione.

Dal 2023 è proprio l’ex-Sindaco Simone Millozzi ad essere Presidente della U. S. Città di Pontedera.

Personaggi legati al Pontedera

Pur non avendo mai avuto grandi stelle in rosa, il Pontedera vanta alcuni nomi di rilievo nella propria storia.

Nel 1985-86 è Marcello Lippi ad allenare i toscani, quella di Pontedera è la sua prima panchina in una squadra professionistica dopo l’esperienza nelle giovanili della Sampdoria.

Tra i calciatori cresciuti o passati da Pontedera che hanno poi calcato la Serie A si ricordano ad esempio Ettore Mannucci (cui è intitolato lo stadio cittadino, ex giocatore di Juventus, Pro Patria e Siena), Vasco Puccioni (portiere in A con la Lucchese negli anni ’40), Alfredo Aglietti (attaccante visto in A con Verona e Reggina negli anni ’90) e Giulio Drago (che approdò alla Juventus negli anni ’50).

Alcunbi personaggi illustri hanno sostenuto il club: Enrico Piaggio, industriale fondatore della Piaggio (le celebri Vespa hanno sede proprio a Pontedera), fu presidente onorario negli anni ’60; anche Umberto Agnelli (all’epoca presidente della Juventus) ricoprì la carica di presidente onorario granata, a testimonianza di antichi legami di amicizia. Grande tifoso pontederese era inoltre il pugile campione del mondo Sandro Mazzinghi, che seguiva con passione le vicende granata.

Curiosamente l’attore italiano Guido Mannari, famoso in molti film anni ‘70 e ‘80, vestì la maglia granata per un certo periodo negli anni ’70.

Lo stadio Ettore Mannucci

Il Pontedera disputa le gare interne allo Stadio Ettore Mannucci, intitolato all’omonimo ex calciatore locale. L’impianto si trova in città ed è attivo dal 1969, quando sostituì il vecchio campo sportivo Marconcini. Ha una capienza contenuta, di circa 2.700 posti a sedere, con tribune molto vicine al terreno di gioco che creano un’atmosfera calda per le dimensioni dello stadio. Il terreno del Mannucci è in erba naturale e ha ospitato negli anni anche eventi di rilievo come alcune partite del Torneo di Viareggio, oltre alle gare casalinghe del Pontedera.

La tifoseria locale si raccoglie in particolare nella “Gradinata Nord Diego Savelli”, settore intitolato a un Capo Ultras granata scomparso nel Settembre 2022.

In occasione della sfida contro il Perugia, la società ha lanciato un appello affinché tutto il pubblico pontederese riempia lo stadio: biglietti a prezzo simbolico e inviti speciali sono stati messi in campo dal presidente Millozzi per colorare di granata gli spalti e far sentire il “calore” di Pontedera in un match molto sentito.

L’allenatore: Leonardo Menichini

Alla guida tecnica del Pontedera c’è Leonardo Menichini, tecnico esperto classe 1953. Menichini vanta una lunga carriera sia da giocatore che da allenatore. In gioventù è stato difensore in Serie A (ha giocato anche nella Roma e nel Catanzaro di Carlo Mazzone). Appese le scarpe al chiodo, Menichini è diventato collaboratore tecnico proprio di Mazzone per molti anni, seguendolo come vice in piazze prestigiose (è stato assistente alla Roma, Napoli, Bologna, Brescia e anche al Perugia di fine anni ’90 in Serie A). Proprio questo dettaglio lo rende un “ex” perugino: Menichini ha fatto parte dello staff biancorosso nella stagione 1999-2000 in massima serie.

Come allenatore in prima, Menichini ha una lunga esperienza soprattutto in Serie C e Serie B. Con la Salernitana nel 2015 ha ottenuto una promozione in B. È approdato a Pontedera nell’ottobre 2024, subentrando a campionato in corso all’allenatore Alessandro Agostini. Da allora Menichini ha saputo dare la sua impronta alla squadra.

Menichini è apprezzato per la gestione del gruppo e la capacità di motivare i suoi. Il suo modulo preferito è il 4-2-3-1, schieramento che sta utilizzando anche con i granata. Si tratta di un assetto equilibrato: Menichini predilige una difesa a quattro ben organizzata, proteggendo la retroguardia con due mediani e lasciando a tre giocatori offensivi il compito di supportare l’unica punta.

Il Pontedera di Menichini cerca di mantenere compattezza e ordine tattico. La squadra tende a difendersi con attenzione e ripartire in velocità quando possibile, sfruttando soprattutto gli esterni offensivi. L’allenatore, data la grande esperienza, cura molto la fase difensiva: nonostante ciò in questa stagione i granata hanno avuto difficoltà a livello di gol subiti,complice forse una rosa giovane e qualche errore individuale.

La rosa 2025-26 e probabili titolari

Il Pontedera 2025-2026 è una squadra giovane, con diversi giocatori interessanti che cercano conferme in Serie C. In porta c’è ballottaggio tra Tommaso Vannucchi (numero 1, portiere classe 2002) e Valerio Biagini (22enne, spesso utilizzato di recente). La linea difensiva a quattro vede come leader il capitano Gabriele Perretta (terzino destro e capitano, classe ’98), punto fermo sia in fase difensiva sia per spinta sulla fascia. Al centro della difesa agiscono generalmente Francesco Corradini (classe 2001, roccioso e abile anche di testa) e Mattia Pretato (giovane del 2004 in prestito, che sta trovando spazio), mentre come terzino sinistro si sta mettendo in luce Francesco Migliardi (2003) – proprio lui ha realizzato il gol vittoria nell’ultima trasferta di campionato a Torino contro la Juventus Next Gen.

A centrocampo Menichini dispone di diversi elementi duttili. Nel ruolo di mediano/regista agisce Riccardo Ladinetti (classe ’00, ex Cagliari Primavera), giocatore di qualità e visione di gioco: è spesso incaricato di impostare l’azione ed è rigorista (suo il gol su rigore contro il Rimini). Al suo fianco può giocare Matteo Manfredonia (2001) oppure Simone Milazzo (1999): il primo, impiegato nelle ultime gare, garantisce dinamismo, mentre Milazzo è più incontrista.

La trequarti offensiva è probabilmente il reparto più vivace: il miglior marcatore stagionale del Pontedera finora è Pablo Vitali, esterno offensivo classe 2004 autore di 3 gol (spesso decisivi nel finale di partita). Vitali agisce prevalentemente come ala sinistra, con rapidità e buon dribbling. Sulla fascia opposta di solito opera Matteo Polizzi (2000), attaccante esterno brevilineo dotato di tecnica, che ha segnato 1 gol finora. Al centro sulla trequarti si dividono il posto Jacopo Scaccabarozzi (in dubbio nella gara con il Perugia):esperto centrocampista offensivo, ex Renate, classe ’94, anche lui a segno con un gol e il giovane Filippo Faggi (2001), mezzala offensiva impiegata talvolta come trequartista.

Da segnalare il jolly offensivo Herculano “Nabian” classe 2003, portoghese cresciuto nel settore giovanile del Vitória Guimarães ed in prestito dall’Empoli. Può fare sia la prima punta che l’esterno.

Altro riferimento avanzato è Tommaso Andolfi (classe ’03), centravanti mobile che lotta su tutti i palloni. Andolfi non ha ancora trovato la via del gol in campionato, ma è titolare fisso e lavora molto per la squadra. In alternativa c’è Simone Ianesi (2002), attaccante di movimento e ala sinistra che Menichini utilizza spesso a partita in corso.

Il cammino stagionale 2025-26

In questo avvio di stagione il Pontedera ha incontrato diverse difficoltà. Dopo 11 giornate di campionato, i granata si trovano al 15º posto in classifica con 11 punti conquistati. Il bilancio finora è di 3 vittorie, 2 pareggi e 6 sconfitte, con appena 8 gol segnati e 21 subiti. I numeri evidenziano problemi soprattutto nella fase difensiva (il Pontedera ha una delle difese più battute del girone) e una certa fatica nell’andare in gol. Va detto che la squadra è giovane e sta pagando qualche ingenuità, ma nelle ultime partite ha mostrato segnali di ripresa.

L’avvio ad agosto è stato in salita: esordio con sconfitta di misura a Sassari contro la Torres e pesante caduta interna 0-3 con l’Arezzo. La prima svolta è arrivata a metà settembre, quando al Mannucci il Pontedera ha ottenuto la prima vittoria battendo 2-1 il Rimini (gol di Ladinetti su rigore e di Vitali nel finale). Quel successo, seguito pochi giorni dopo da un pesante 0-4 subito in casa dal Campobasso, ha però dato morale ai granata, che si sono ripetuti alla 7ª giornata vincendo ancora 2-1 in casa contro il Forlì grazie alle reti del difensore Vona e del solito Vitali al 95°. In trasferta invece la squadra ha faticato inizialmente: ha strappato un pari a Pineto (1-1 con gol di Polizzi) e un pareggio a Gubbio (1-1 acciuffato a 15 minuti dalla fine), ma ha subito sconfitte pesanti come un severo 0-5 ad Ascoli 1-2 a Terni contro la Ternana (Scaccabarozzi è andato a segno).

Dopo due sconfitte consecutive (il tracollo di Ascoli e uno 0-2 interno con la Vis Pesaro), è arrivato un risultato importante nell’ultimo turno giocato: il 25 ottobre i granata hanno colto la prima vittoria esterna stagionale espugnando il campo della Juventus Next Gen a Alessandria per 1-0, con gol di Migliardi sul finire del primo tempo. Oltre ai tre punti, quella gara ha portato fiducia: per la prima volta la squadra non ha subito gol e ha mostrato solidità difensiva per 90 minuti, reagendo bene alle difficoltà precedenti.

Ricordiamo che Pontedera e Perugia si sono già affrontate ad agosto in Coppa Italia di Serie C: in quella occasione, al Renato Curi, la partita terminò 0-0 e il Perugia passò il turno solo ai calci di rigore (5-4) I granata hanno dunque voglia di prendersi una rivincita sportiva e rilanciare la propria stagione.

Precedenti tra Pontedera e Perugia

Le due squadre si sono incrociate in passato solo in campionati di terza serie (o inferiori) e in Coppa. I primi confronti risalgono addirittura agli anni ’30 e ’50, mentre in tempi recenti Pontedera e Perugia si sono ritrovate avversarie nell’ultimo decennio, in particolare nelle stagioni 2013-14, 2023-24 e 2024-25. In totale il bilancio generale è abbastanza equilibrato, ma presenta particolarità a seconda del campo di gioco.

A Perugia: lo scenario vede il Pontedera in maggiore difficoltà. In Umbria i granata non hanno mai vinto: nei 7 precedenti al Curi si registrano 4 successi del Perugia e 3 pareggi. L’ultimo incontro disputato a Perugia risale all’aprile 2025, quando i biancorossi si imposero nettamente 3-0 (reti di Kanouté e doppietta di Montevago). Da ricordare anche un pareggio 1-1 nel settembre 2023 (gol di Matos per il Grifo e Nicastro per il Pontedera).

A Pontedera: finora si contano 7 incontri di campionato disputati in terra toscana. La statistica curiosa è che non c’è mai stato un pareggio al Mannucci tra queste due squadre Fino al 2023 il bilancio vedeva 4 vittorie Pontedera e 3 Perugia; nella scorsa stagione 2024-25 il Pontedera ha spezzato un lungo digiuno imponendosi 2-1 sul Perugia, tornando a battere i biancorossi in casa dopo oltre 70 anni. Nel torneo 2023-24 il Perugia era riuscito a vincere 3-2 a Pontedera in una gara rocambolesca.

Ex e intrecci tra Pontedera e Perugia

Sono pochi i doppi ex che legano le due realtà, data la differenza di categoria che spesso le ha separate. Uno sicuramente è il già citato Leonardo Menichini, attuale tecnico pontederese ed ex vice-allenatore del Perugia di Mazzone (esperienza in Serie A nel 1999-2000). Un nome significativo è poi quello di Francesco Nicastro, attaccante siciliano che ha vestito entrambe le maglie: Nicastro giocò nel Perugia in Serie B (stagione 2016-17) e, dopo varie esperienze, è approdato al Pontedera nel 2022 dove ha disputato due campionati diventando il bomber granata con 17 gol complessivi.

Per quanto riguarda gli allenatori ci sono due tecnici che hanno guidato direttamente entrambe le panchine: nel 1996-97 Piero Braglia era l’allenatore del Pontedera, mentre Paolo Indiani ha guidato i Granata dal 2012 al 2017.

La sfida di domenica sarà comunque particolare per Menichini, che da ex membro dello staff perugino ci terrà a ben figurare contro il Grifo; e per alcuni giovani che magari vorranno mettersi in luce proprio contro una piazza importante come Perugia.

Fonti

  • Wikipedia – Unione Sportiva Città di Pontedera (storia del club, aneddoti, personaggi famosi)it.wikipedia.orgit.wikipedia.org
  • Wikipedia – US Città di Pontedera 2025-2026 (rosa giocatori, dati stagione e risultati)it.wikipedia.orgit.wikipedia.org
  • Perugia2005News (AC Perugia) – Articoli “Pontedera-Perugia, i precedenti e le fotogallery” (13/12/2024) e “Perugia-Pontedera, i precedenti…” (16/08/2025)ac-perugia.comac-perugia.com
  • I AM CALCIO – Dettagli Pontedera 2025/26 (classifica, punti e statistiche di rendimento aggiornati)iamcalcio.itiamcalcio.it
  • Tag24 Umbria – Probabili formazioni Perugia-Pontedera (Coppa Italia C) di E. Giacometti, 17/08/2025 (schieramento 4-2-3-1 di Menichini)umbria.tag24.itumbria.tag24.it
  • Quotidiano Sport – Articolo “Juventus Next Gen-Pontedera 0-1” (25/10/2025)sport.quotidiano.netsport.quotidiano.net – cronaca e formazione Pontedera nell’ultima gara di campionato
  • Sport People – Reportage “Perugia-Pontedera, Coppa Italia: l’encomiabile tifo agostano” (02/09/2025)sportpeople.net – racconto della sfida di Coppa e rigori decisivi
  • Wikipedia – Francesco Nicastro (carriera dell’attaccante, presenze a Perugia e Pontedera)it.wikipedia.org