Perugia – Ternana: tutto ciò che devi sapere sulle Fere prima del Derby dell’Umbria!

La 17ª giornata del Girone B porta a Pian di Massiano la Ternana, in un derby che vale molto più di tre punti. Calcio d’inizio domenica 7 Dicembre ore 14.30 al Curi e diretta su UmbriaTv.

I Grifoni reduci da un confronto nello spogliatoio dopo la sconfitta al “Moccagatta” attendono le Fere guidate da una vecchia conoscenza del Grifo: Fabio Liverani.

A Terni una situazione societaria delicata: la proprietà Rizzo che rischia di lasciare per le questioni legate a stadio e clinica. Ecco l’identikit completo dell’avversario.


Storia della Ternana Calcio

Fondata ufficialmente il 2 ottobre 1925 a Terni, la Ternana nasce dalla fusione tra due club cittadini (Terni F.B.C. e Unione Sportiva Interamna). Da subito adottò i colori rosso e verde e in un secolo di vita ha attraversato tutte le categorie professionistiche.

Le Fere sono state per la prima volta promosse in Serie A nella stagione 1971-72 sotto la guida dell’allenatore Corrado Viciani. La successiva annata 1972-73 in massima serie fu avara di soddisfazioni e si concluse con l’immediata retrocessione, così come il secondo fugace ritorno in A nel 1974-75. Quegli anni ’70 rappresentano l’epoca d’oro con il “gioco corto” di Corrado Viciani, filosofia di palleggio e pressing che ha marcato per sempre la cultura calcistica ternana.

Dopo l’epoca d’oro, la Ternana ha vissuto decenni altalenanti. Tra gli anni ’80 e ’90 non sono mancati momenti bui: difficoltà finanziarie, retrocessioni e rifondazioni. Il club andò incontro a un fallimento nei primi anni ’90 e fu rifondato, risalendo poi la china dalle serie dilettantistiche.

Con il nuovo millennio i rossoverdi hanno ritrovato stabilità: dalla fine degli anni ’90 in poi hanno collezionato numerose partecipazioni in Serie B, anche grazie a vari ripescaggi, diventando una presenza costante del calcio professionistico.

Nel 2017 la famiglia Longarini cedette la società all’imprenditore Stefano Bandecchi, che integrò temporaneamente la denominazione del club in Ternana Unicusano durante la sua gestione. L’era Bandecchi ebbe però fortune alterne: una retrocessione in Serie C nel 2018 e successivi tentativi di risalita.

In tempi recenti, la Ternana è tornata a far parlare di sé per un traguardo prestigioso: nella stagione 2020-21 ha vinto il campionato di Serie C stabilendo record di punti e segnando oltre 90 gol. Quella cavalcata trionfale, in piena pandemia, valse la promozione in Serie B e la conquista della Supercoppa di Serie C ottenuta prevalendo in un triangolare con Como e Perugia.

Successivamente, i rossoverdi hanno disputato due campionati cadetti, ma nel 2023-24 sono nuovamente retrocessi in C dopo aver perso lo spareggio playout contro il Bari. Il Bari, vera bestia nera negli spareggi, è stato artefice di eliminazioni della Ternana sia in play-off che play-out. Inoltre, nel 2001 la costrinse alla retrocessione dalla B in uno scontro diretto salvezza (la Ternana fu poi ripescata per il fallimento della Fiorentina).

Il 2025 rappresenta un anno dal sapore agrodolce: da un lato la Ternana ha festeggiato il 100º anniversario della fondazione, celebrato in città con mostre, cerimonie e iniziative a tinte rossoverdi; dall’altro, la squadra è chiamata a lottare nell’anonimato della terza serie per ritrovare il proprio blasone.


Curiosità e personaggi rossoverdi

In un secolo di calcio, la Ternana ha accumulato aneddoti, simboli e personaggi entrati nel cuore dei tifosi.

Il logo societario reca l’immagine mitologica del Thyrus, il drago alato emblema della città di Terni, a testimoniare l’orgoglio identitario locale. I colori rosso e verde campeggiano sulle maglie sin dagli albori, fatta eccezione per un curioso biennio (1927-1929) in cui la squadra giocò in giallo-blu in omaggio alla neo-costituita provincia di Terni.

Alcuni calciatori di rilievo nazionale hanno vestito la maglia delle Fere. Tra i giocatori-simbolo non si può non citare Riccardo Zampagna, bomber ternano DOC: crebbe calcisticamente in categoria inferiori ma coronò il sogno di giocare e segnare con la squadra della sua città, diventandone un trascinatore negli anni 2000 (21 gol in Serie B 2003-04).

Un giovane Antonio Candreva – oggi affermato in Serie A – mosse i primi passi da professionista proprio nella Ternana, con cui esordì diciannovenne in Serie B nel 2005.

Negli stessi anni transitò a Terni il fantasista cileno Luis Jimenez, che incantò i tifosi prima di spiccare il volo verso la Serie A. Anche l’ex capitano della Lazio Cristian Ledesma vestì il rossoverde nel 2016-17, dando esperienza a una squadra poi salvata miracolosamente dalla retrocessione.

Scorrendo l’album dei ricordi troviamo inoltre nomi illustri come Houssine Kharja (centrocampista marocchino, oltre 100 presenze in rossoverde), Franco Semioli (futuro nazionale italiano, di passaggio a Terni da giovane) e persino Paolo Di Canio, che collezionò 27 presenze con 2 gol negli anni ’80 prima di diventare celebre altrove.

Fabrizio Miccoli esplose a Terni con 120 presenze e 32 reti tra il 1998 e il 2002, prima di passare in prestito (via Juventus) al Perugia in Serie A. Giovanni Cornacchini e Marco Negri sono due bomber che hanno vestito sia la maglia biancorossa che rossoverde.

Il difensore Marco Di Loreto, in A con il Perugia con 162 presenze ed 11 reti tra il 2000 ed il 2005, è stato capitano dei Grifoni ed era originario di Terni!

Il miglior marcatore della storia delle Fere dal dopoguerra è Massimo Borgobello.

La storia rossoverde annovera non solo calciatori importanti, ma anche allenatori innovatori. Il già citato Corrado Viciani con il suo gioco corto.

Luigi Delneri dal 96 al 99 (con un breve passaggio ad Empoli), ed i doppi ex Renzo Ulivieri ed Antonello Cuccureddu che hanno allenato sia Perugia che Ternana.  Sulla panchina rossoverde sono stati pure due ex-CT della Nazionale: Edmondo Fabbri e Cesare Maldini.


La proprietà rossoverde: la famiglia Rizzo e il nodo stadio-clinica

Sul fronte societario, la Ternana sta vivendo una fase delicata.

Nell’estate 2023, dopo l’addio di Bandecchi (divenuto sindaco di Terni), il club era passato nelle mani di una cordata locale; ma il vero cambio di passo è avvenuto a settembre 2025, quando la famiglia Rizzo ha rilevato la società rossoverde, inaugurando un nuovo corso.

Il Gruppo Rizzo – legato alla clinica “Villa Claudia” di Roma e ad altre strutture sanitarie – ha insediato alla presidenza Claudia Rizzo, appena 28 anni, figlia del patron Gian Luigi Rizzo, segnando di fatto la nomina della più giovane presidente nella storia del club.

Le ambizioni non mancano, ma neppure le tensioni: i nuovi proprietari hanno infatti ereditato dal passato un ambizioso progetto di rinnovamento che prevede la costruzione di un nuovo stadio a Terni integrato con una clinica privata. Questo progetto stadio-clinica, avviato a suo tempo da Bandecchi, è diventato il nodo cruciale del futuro societario.

Negli ultimi mesi, la famiglia Rizzo ha manifestato pubblicamente frustrazione per i rallentamenti e le incertezze che gravano sul progetto.

Il 27 novembre scorso una nota ufficiale del club – affidata a un legale – ha addirittura ventilato la possibilità di un disimpegno: i Rizzo stanno riesaminando a fondo le condizioni finanziarie e burocratiche che li hanno portati all’acquisto e hanno avvisato che, se dall’analisi dovessero emergere criticità insormontabili, potrebbero lasciare la Ternana e abbandonare il progetto stadio-clinica.

In sostanza, la nuova proprietà pretende chiarezza sui conti e certezze dalle istituzioni locali: qualora il progetto del nuovo impianto non ricevesse il via libera, gli imprenditori romani minacciano di fare un passo indietro, rendendo pubbliche le ragioni dell’eventuale addio.

Questa posizione così netta ha gettato un’ombra di preoccupazione sulla tifoseria ternana e sull’ambiente: temere un disimpegno dei Rizzo significa mettere in dubbio la stabilità finanziaria del club nel prossimo futuro.

Da parte sua, il sindaco Bandecchi (ex patron) ha polemicamente commentato che “non si può lasciare portandosi via il pallone”, invitando la proprietà a non disertare l’impegno preso con la città.

Il dialogo resta aperto, ma è evidente che le vicende extra-campo – stadio, clinica e rapporti istituzionali – stanno influenzando il clima intorno alla Ternana tanto quanto i risultati sportivi.


Fabio Liverani, il condottiero in panchina

Alla guida tecnica della Ternana c’è un nome noto del calcio italiano: Fabio Liverani. Romano, 49 anni, Liverani vanta una carriera da giocatore di alto livello e un legame diretto con il Perugia.

Proprio con la maglia biancorossa del Grifo, infatti, esordì in Serie A il 1º ottobre 2000, lanciato dall’allora tecnico perugino Serse Cosmi. Centrocampista dai piedi buoni, Liverani ha poi indossato le casacche di Lazio, Fiorentina e Palermo, collezionando anche 3 presenze in Nazionale (primo giocatore di origine somala a vestire l’azzurro).

Da allenatore tanta gavetta fino alla chiamata proprio della Ternana nel 2016. In quell’occasione, Liverani compì un vero capolavoro sportivo: subentrato a campionato di Serie B 2016-17 in corso, con la squadra ultima in classifica, riuscì a compattare il gruppo e condurlo a una salvezza quasi insperata, con una rimonta a ritmo di due punti di media a partita.

Quel miracolo salvezza lo consacrò come tecnico emergente e gli valse la panchina del Lecce l’anno seguente: in Salento ottenne una doppia promozione storica dalla C alla A nel biennio 2017-2019, confermandosi allenatore dalla mentalità offensiva e dalla spiccata capacità di motivare lo spogliatoio.

Dopo le esperienze in Serie A (Lecce 2019-20, Parma 2020 e una fugace apparizione alla guida del Cagliari in B nel 2022), Liverani è tornato a Terni nella primavera del 2025 per un nuovo capitolo della sua carriera. La Ternana, in quel momento seconda in Serie C girone B, lo ha richiamato per sostituire Ignazio Abate e tentare l’assalto finale alla promozione.

Nonostante il distacco dalla capolista Virtus Entella fosse difficilmente colmabile, la società ha puntato sulla personalità di Liverani per dare la scossa. La promozione diretta non è arrivata e i rossoverdi hanno fallito anche l’obiettivo attraverso i playoff, ma la dirigenza ha confermato la fiducia nel tecnico romano per la stagione 2025-26.

Sul piano tattico, Liverani ha plasmato la Ternana con un modulo base 3-4-2-1, già rodato sul finale dello scorso torneo. In questa annata le Fere scendono in campo con una difesa a tre centrali, due esterni di centrocampo molto offensivi, una coppia di mediani e due trequartisti a supporto di un’unica punta.

Liverani predica un calcio propositivo, con pressing alto e manovra palla a terra – retaggio della sua visione da ex regista in campo.

Alcuni dettagli emersi di recente confermano la sua impronta: nell’ultima gara ha schierato l’attaccante Dubickas qualche metro più indietro, quasi da rifinitore, alle spalle di un centravanti puro, a sottolineare la volontà di palleggiare e occupare la trequarti offensiva.

Dal punto di vista caratteriale, Liverani è un allenatore pacato nei toni ma deciso nelle scelte, capace di fare gruppo.


Rosa attuale e probabili titolari della Ternana

La Ternana 2025-26 ha una rosa di buon livello per la categoria, costruita con l’obiettivo dichiarato di puntare subito alle zone alte.

In porta si contendono il posto Tommaso Vitali (numero 1, 26 anni) e il giovane Manuel D’Alterio (classe 2004): di recente Liverani ha dato fiducia a D’Alterio, schierandolo titolare nell’ultima uscita.

La difesa a tre vede come pilastri il veterano Marco Capuano (34 anni, ex Pescara e Frosinone in A) al centro e Bruno Martella sul centro-sinistra: Martella, terzino mancino di ruolo adattato da braccetto difensivo, è un ex Perugia e porta in dote corsa e piede educato. Completa il terzetto il giovane Francesco Donati (classe 2001) sul centro-destra, in ballottaggio con il capitano Giuseppe Loiacono (34 anni) e con Biagio Meccariello (32), altro elemento esperto rientrato a Terni quest’anno.

Sulle corsie esterne Liverani dispone di interpreti di spinta. A destra il titolare è Federico Romeo (23 anni, numero 7), giocatore rapido e di gamba; a sinistra agisce l’albanese Angelo Ndrecka (classe 2001), che sta garantendo buona copertura e cross dal fondo. Entrambi devono svolgere un lavoro intenso, di spinta in fase offensiva e di ripiegamento in fase di non possesso. In alternativa sulla fascia destra c’è il giovane franco-ivoriano Bianay Balcot (20 anni).

In mezzo al campo la Ternana può contare su diversi elementi duttili. Il regista titolare è Andrea Vallocchia (classe 1997), centrocampista di qualità e quantità, affiancato spesso da Marco Garetto (24) o da Filippo Tripi (23, ex Primavera Roma): questi ultimi due si contendono una maglia, con Garetto mezzala di gamba e Tripi più playmaker metodico. Purtroppo per i rossoverdi, il capitano Mattia Proietti (play di esperienza) è fuori causa per problemi fisici, riducendo le opzioni in cabina di regia.

Il reparto offensivo dei rossoverdi presenta una discreta profondità. Liverani di solito schiera due trequartisti alle spalle di una punta. Un trequartista titolare è il numero 30 Marcelo Orellana, in prestito dalla Vis Pesaro, che sta cercando continuità: può agire sia da rifinitore centrale che da esterno d’attacco. Al suo fianco gioca spesso Edgaras Dubickas, 27enne lituano che abbina tecnica e corsa: pur essendo un attaccante di ruolo (indossa infatti il 9), Liverani spesso lo arretra qualche metro per farlo partecipare alla manovra, quasi da seconda punta riflessa.

Dubickas ha già messo a segno 5 reti in stagione ed è uno dei più pericolosi tra i rossoverdi. In alternativa, il tecnico può contare sul fantasista bulgaro Mert Durmush (20) o sull’ala Enrico Brignola (24, ex Benevento), quest’ultimo però fin qui frenato da acciacchi fisici.

Come centravanti puro, nelle ultime partite si è messo in luce il giovane Simone Leonardi, numero 10 classe 2005, scuola Samp ed in prestito dal Catania: Leonardi è andato a segno recentemente e Liverani potrebbe confermarlo dal 1’ nel derby, premiandone la crescita. In alternativa c’è Alexis Ferrante (30 anni), attaccante italo-argentino. Ferrante però finora ha spesso iniziato dalla panchina, pronto a subentrare a gara in corso con la sua grinta e fisicità.


Il cammino 2025-26: tra ambizioni e realtà

La stagione della Ternana, la 40esima partecipazione assoluta in un campionato di terza serie, è anticipata da un’estate travagliata in ambito societario: l’azienda cesenate Olidata SpA, specializzata nello sviluppo software e quotata in borsa, si ritira dall’acquisizione all’ultimo momento.

Sarà poi a settembre che la famiglia Rizzo acquisisce la proprietà dai fratelli d’Alessandro, con la fondamentale mediazione di Massimo Ferrero ex Presidente della Sampdoria.

L’obiettivo dichiarato della società e di mister Liverani era competere per la promozione in Serie B, forte di un organico considerato fra i più qualitativi del girone.

Dopo 16 giornate, la Ternana ha raccolto 21 punti, che la colloca al 8º posto in classifica e quindi attualmente in zona playoff.

I rossoverdi hanno esordito con due sconfitte consecutive a fine agosto (0-1 a Livorno e 0-2 in casa col neo-retrocesso Ascoli), trovandosi subito in rincorsa. Settembre ha portato una reazione d’orgoglio con due vittorie di fila (roboante 4-1 a Rimini e 2-0 casalingo sul Carpi) e un pareggio esterno a Sassari contro la Torres. Poi ancora una vittoria con il Pontedera a Terni.

A fine settembre uno stop a Ravenna (sconfitta 0-1). Seguono poi una lunga serie di risultati positivi tra campionato e Coppa: 5 vittorie e 5 pareggi.

In Coppa di serie C sono ancora in corsa, e la rediviva Union Brescia scenderà al Liberati mercoledì prossimo per i quarti di finale.

A fine mese, è arrivata una sconfitta pesante per il morale: il 30 novembre, nel turno precedente il derby, le Fere sono cadute in casa per 1-2 contro il Guidonia Montecelio, matricola terribile del girone: quarta in classifica dietro al terzetto Arezzo, Ravenna e Ascoli. Un ko accompagnato dai fischi del Liberati.

In vetta, intanto, Arezzo e Ravenna viaggiano a punteggi altissimi (38 punti) e ciò significa che, al momento, Liverani e i suoi si concentreranno sul consolidare un piazzamento playoff.

Statistiche crude: 5 vittorie, 6 pareggi, 4 sconfitte. 16 gol fatti e 15 subiti. In trasferta 1 vittoria, 4 pareggi e 2 sconfitte con 6 reti fatte e 7 subite.


Derby dell’Umbria: precedenti, ex e curiosità

Perugia-Ternana non è una partita qualunque: è il Derby dell’Umbria, la sfida regionale per eccellenza.

La rivalità affonda le radici quasi un secolo fa: la prima sfida ufficiale risale addirittura alla stagione 1925-26 (Terza Divisione), quando la neonata Ternana affrontò il Perugia pochi mesi dopo la propria fondazione.

Nel complesso si contano 62 confronti in campionati professionistici, 22 in campionati dilettantistici e 17 in coppe nazionali. Totale 101 derby in competizioni ufficiali.

Il bilancio storico è di straordinario equilibrio, con 31 vittorie per parte e 39 pareggi. 97 reti i Grifoni, 92 le Fere.

In casa del Perugia i precedenti parlano di 51 confronti ufficiali, con 23 vittorie perugine, 19 pareggi e 9 vittorie della Ternana. 61 a 33 per i biancorossi il bilancio delle reti segnate all’avversario.

Tra la fine degli anni ’70 ed inizio ’80 si giocarono diversi confronti, in amichevole, durante le rispettive stagioni in categorie differenti.

Tra gli episodi più discussi e ricordati del derby umbro, i tifosi di entrambe le fazioni ne contano diversi.

Nel 1931 a Terni un derby fu sospeso per invasione di campo. Negli anni ’40 un Perugia-Ternana di Serie C fu sospeso per rissa dopo un gol contestato di Ostromann, con la mano. Nel 1969 un altro “gol di mano” (del perugino Montenovo, all’ultimo minuto) infiammò gli animi in un derby allo stadio di Viale Brin.

Nel nuovo millennio, la sfida è approdata spesso in Serie B: stagione 2004-05, il Perugia di Gaucci e Colantuono rifilò un sonoro 4-0 alla Ternana al Curi (aprile 2005). Di contro, i sostenitori rossoverdi non dimenticano il derby del 22 aprile 2018: in Serie B, al Liberati, la Ternana in lotta per non retrocedere compì una clamorosa rimonta da 0-2 a 3-2, con tre gol negli ultimi 25 minuti.

È stato uno degli ultimi acuti rossoverdi prima di una retrocessione comunque non evitata a fine torneo.

In anni recentissimi, come accennato, c’è stato perfino un trofeo assegnato nel derby: la Supercoppa di Lega Pro del 15 maggio 2021 che andò a Terni.

Aneddoti e storie sono tante, e ne parlerò in un articolo dedicato che attraversa la storia, e le storie, del derby dell’Umbria.

La scorsa stagione il confronto si è risolto con due pareggi a reti inviolate.

Ex giocatori che vestiranno la maglia opposta domenica sono il difensore Bruno Martella (9 presenze a Perugia nel 2012/13) e il terzino Federico Giraudo, che ha vestito la maglia della Ternana nel 2018-19 con 23 presenze.

Doppi ex storici ce ne sono stati molti, oltre quelli citati in precedenza si possono aggiungere anche i vari De Rosa, Passalacqua, Ciccotelli, Tozzi Borsoi e Cucciari.

Quello dell’Umbria è un derby equilibrato e combattuto in campo, come sentitissimo sugli spalti, dove da sempre le due tifoserie danno vita a coreografie e cori di grande passione.

Come sempre, il Curi sarà decisivo: spingere il Grifo nei momenti chiave può fare la differenza!

Perugia vs Ternana manifesto vintage

Fonti

  • CalcioWeb calcioweb.eucalcioweb.eu
  • La Nazione lanazione.it
  • Lega B legab.it
  • Quotidiano Sportivo sport.quotidiano.net
  • CalcioFere.it calciofere.it
  • CalcioTernano.it calcioternano.it
  • La Casa di C lacasadic.com

L’avversario dei Grifoni: Juventus Next Gen

Domenica 30 novembre, alle 12.30, i Grifoni si presenteranno al “Moccagatta” di Alessandria per la 16a di campionato. L’avversario è la Juventus Next Gen, la seconda squadra bianconera. Un avversario giovane, tecnico, imprevedibile, reduce dal pareggio in extremis di Gubbio e abituato a vivere il campionato come un laboratorio per la prima squadra. Conosciamo gli avversari.


Un progetto pilota in Italia: dalla Juventus U23 alla Next Gen

La Juventus Next Gen nasce nel 2018 come Juventus U23: è stata la prima “seconda squadra” italiana ammessa stabilmente in Serie C, sul modello spagnolo e tedesco. L’obiettivo dichiarato fin dall’inizio è duplice: dare minuti veri ai giovani già usciti dalla Primavera e creare un ponte diretto verso la Serie A, senza passare solo dai prestiti.

Nel 2019-20 arriva il primo trofeo: la Coppa Italia di Serie C, vinta in finale contro la Ternana. Sul fronte campionato, dopo alcune stagioni di rodaggio nel girone A, la squadra inizia a frequentare con una certa continuità la zona play-off, fino al percorso lungo del 2023-24 (nel girone B), chiuso solo ai quarti contro la Carrarese – che eliminò il Perugia al primo turno, e al nuovo assalto del 2024-25 (nel girone C), terminato al secondo turno con lo 0-0 a Crotone, ma passato attraverso un pesante 5-1 rifilato al Benevento in terra campana.

Nell’estate 2022 la denominazione cambia ufficialmente in Juventus Next Gen, proprio per sottolineare il ruolo di “fabbrica di futuro” del club. Da qui sono passati – e spesso saliti in prima squadra – giocatori come Nicolò Fagioli, Fabio Miretti, Matías Soulé, Kenan Yıldız, ma anche tanti profili poi valorizzati in giro per l’Europa.

La Next Gen non è una “Primavera mascherata”, ma una squadra professionistica a tutti gli effetti, con giovani già formati fisicamente, abituati a giocare contro adulti e con una forte identità di gioco.


Proprietà, dirigenza e ambiente

La Juventus Next Gen è parte dello Juventus Football Club. A livello societario, il presidente è Gianluca Ferrero, mentre dal novembre 2025 il nuovo amministratore delegato è Damien Comolli, subentrato a Maurizio Scanavino.

L’area sportiva della Next Gen è seguita in maniera specifica: “Head of Next Gen Area” è Claudio Chiellini (fratello di Giorgio), figura di riferimento per i percorsi dei giovani fra Under 19, seconda squadra e prestiti in Italia e all’estero.

Le partite interne si giocano allo Stadio Giuseppe Moccagatta di Alessandria, impianto storico da circa 5.900 posti, con tribune molto vicine al campo e un colpo d’occhio particolare: un piccolo catino all’inglese, spesso riempito da una buona presenza di tifosi locali, famiglie e curiosi, più qualche gruppo organizzato bianconero. Dopo la parentesi della stagione 2024-25 a Biella, dal 2025-26 la Next Gen è tornata stabilmente al Moccagatta.


Massimo Brambilla: il regista diventato formatore

L’allenatore della Juventus Next Gen è Massimo Brambilla, classe 1973, confermato per la quarta stagione consecutiva. Da calciatore è stato un centrocampista centrale di grande ordine, con una lunga carriera fra Serie A e B: Torino, Parma, Bologna, Cagliari, Atalanta, fino alle ultime esperienze con Siena e Mantova.

Chiusa la carriera, Brambilla è entrato nel settore giovanile dell’Atalanta, uno dei migliori d’Europa: con la Primavera nerazzurra ha vinto due Scudetti di categoria e una Supercoppa, facendosi un nome come tecnico capace di far crescere e lanciare giovani, più che di vivere di risultati effimeri.

Nel 2022 la chiamata della Juventus, per guidare la seconda squadra. Con lui in panchina la Next Gen ha centrato più volte i play-off e ha disputato gare molto apprezzate anche dalla critica, pur pagando spesso la giovane età della rosa in termini di ingenuità.

Modulo e stile di gioco. Brambilla, in questa stagione, sta utilizzando il 3-4-2-1 e raramente il 3-5-2: difesa a tre, esterni molto offensivi, centrocampo tecnico con almeno un regista puro e una o due mezzali di gamba, davanti una punta centrale supportata da seconde punte/trequartisti. La sua Juve Next Gen prova quasi sempre a costruire dal basso, con un possesso palla ragionato ma verticale appena possibile. Anche a costo di qualche rischio, l’idea è esplicita: fare di ogni partita una lezione di calcio “da Juventus”, per preparare i ragazzi a palcoscenici superiori.
La particolarità della Next Gen è che ha portato molti giocatori diversi a rete.

A fine ottobre 2025 Brambilla e il vice Christian Terni hanno anche guidato ad interim la prima squadra in Serie A, nella gara contro l’Udinese dopo l’esonero di Igor Tudor: un riconoscimento importante del lavoro svolto in Next Gen.

Da tecnico ha già affrontato il Grifo due volte nel 2023-24, sempre perdendo (0-2 in casa e 2-0 al Curi), lo ritroverà al Moccagatta con il ricordo fresco di quelle sfide.


Rosa 2025-26: giovani talenti e uomini chiave

La rosa 2025-26 della Juventus Next Gen è, come sempre, lunga e internazionale. Il gruppo conta oltre 30 elementi, con molti under 21 e alcuni “senatori” come Simone Guerra. Il valore di mercato della rosa è 11,5 milioni di Euro, il doppio di quello della rosa umbra. Il giocatore di valore più alto è il centrale difensivo diciannovenne Javier Gil, spagnolo, pescato dalle giovanili dell’Alavés che vanta 3 convocazioni ed una presenza nella nazionale Under 19 iberica.

Portieri: Simone Scaglia (classe 2004) soprannominato il “baby Buffon” e Stefano Mangiapoco si alternano fra i pali, con Scaglia spesso titolare nelle ultime uscite.

Difesa: la linea a tre vede ruotare il brasiliano Pedro Felipe, il veterano Filippo Scaglia, lo spagnolo Javier Gil e il jolly Riccardo Turicchia, utilizzabile sia da centrale di sinistra che da esterno.
Fortunatamente per il Perugia il pilastro della difesa Felipe sarà squalificato a causa del rosso rimediato a Gubbio. Scaglia risulta tra gli infortunati. È probabile come terzo di difesa venga impiegato il ventenne Brugarello, cresciuto nel Monza, tre presenze finora in campionato.

Esterni: Puczka ventenne austriaco sta facendo bene sulla sinistra con 10 presenze 1 gol e 2 assist. Pagnucco in alternativa, diciannovenne cresciuto in casa che vanta varie presenze nella nazionali under e in Premier Cup, ha collezionato 8 presenze. Sempre sulla fascia sinistra 8 presenze anche il più esperto Cudric, l’anno scorso in prestito a Perugia.
Sulla destra abbiamo Stefano Turco, in lista infortunati, che ha collezionato 10 presenze ed una rete questa stagione, anche lui con presenze negli Azzurri under 19. Titolare domenica sulla destra dovrebbe essere uno fra Perotti (22 anni, 5 presenze) e Savio (20 anni, 3 presenze).

Centrocampo: qui spiccano Giacomo Faticanti (mediano in prestito dal Lecce, regista davanti alla difesa), Federico Macca, Valdes Ngana e Augusto Owusu, e più giovani come Pagnucco e Crapisto. Faticanti è uno dei giocatori con più minuti stagionali e designato sui piazzati: proprio una sua punizione ha regalato il pari a Gubbio nell’ultimo minuto di recupero. Con Macca infortunato dovrebbero essere Faticanti e Owuso ad essere schierati.

Attacco: il miglior marcatore è il senegalese Serigne Deme, tre gol fra campionato e coppa, centravanti mobile che attacca la profondità. Accanto a lui agiscono il capitano Simone Guerra, riferimento di esperienza (30 anni girovago, cresciuto nel Piacenza, con 1 gol e 2 assist questa stagione) e una batteria di giovani offensivi: Alvin Okoro (9 presenze, 1 gol), Anghelè, Vacca, Amaradio, Di Biase.


Il cammino bianconero fin qui

Dopo 15 giornate, e la recente esclusione del Rimini dal campionato, la Juventus Next Gen è 14ª nel girone B, con 15 punti. Cancellati 3 punti della vittoria per 2-0 sul campo del Rimini.
Sul campo 5 vittorie, 3 pareggi e 7 sconfitte, gol fatti e subiti in sostanziale equilibrio (-3).
In casa la media è di 1,29 punti a partita con 3 vittorie, 4 sconfitte e nessun pareggio. 9 reti fatte e 11 subite.

La partenza è stata incoraggiante, con il successo interno sul Livorno e il colpo esterno a Pineto, unica sconfitta con l’Arezzo capolista. Poi però una serie di 5 sconfitte consecutive. La vittoria sul Forlì del 9 novembre e il pari in rimonta a Gubbio hanno ridato un po’ di fiducia, nonostante la sconfitta di misura a Terni nella penultima giornata. La classifica resta corta: basta una mini-serie positiva per tornare a ridosso delle prime otto, così come un paio di risultati negativi per risentire l’aria dei playout.

In Coppa Italia di Serie C, la squadra è uscita al secondo turno, sconfitta dal Renate ai rigori in una gara in cui, a causa dell’interim in prima squadra, Brambilla aveva lasciato la panchina a Edoardo Sacchini.


Obiettivo stagionale

Brambilla e l’area tecnica hanno ribadito il mantra degli ultimi anni: prima di tutto far crescere i ragazzi e consolidarli nel calcio professionistico, poi provare a centrare i play-off se il percorso lo permetterà. Un discorso ribadito anche dopo le ultime annate, con playoff raggiunti ma senza salti di categoria.

Per il Perugia questo significa affrontare una squadra che non ha l’ansia di risultato di una piazza tradizionale, ma che vede nella partita col Grifo un esame importante, anche perché di fronte c’è un club storico di Serie A e B.


Precedenti ed ex

Fra Juventus Next Gen e Perugia i confronti ufficiali sono solo due, entrambi vinti 2-0 dai Grifoni.

22 ottobre 2023 – Serie C 2023-24: Juventus Next Gen-Perugia 0-2 al Moccagatta. Perugia cinico, in gol Vázquez su rigore allo scadere del primo tempo e Kouan a inizio ripresa. È la prima visita del Grifo alla “baby-Juve” e finisce con tre punti pesanti in chiave classifica.

25 febbraio 2024 – Serie C 2023-24: Perugia-Juventus Next Gen 2-0 al Curi, reti di Sylla e Lewis. Secondo successo consecutivo dei biancorossi, che chiudono il primo mini-ciclo di incroci con la Next Gen con un bilancio netto: due partite, due vittorie, quattro gol fatti, nessuno subito.

Sul fronte degli ex, il nome più evidente è quello già citato di Nicolò Cudrig: attaccante della Next Gen, ha vestito la maglia del Perugia nella stagione 2023-24 in prestito, collezionando 29 presenze in biancorosso. Un legame recente che fa sì che, nello spogliatoio bianconero, qualcuno conosca bene ambiente e clima perugini.
Il nostro giovane (18 anni) attaccante centrale Giardino proviene dall’under bianconera.

Un incrocio “mancato” è quello di Giacomo Faticanti: nel gennaio 2023 il mediano, allora capitano della Roma Primavera, era stato accostato proprio al Perugia come possibile rinforzo di centrocampo. La trattativa non andò in porto, ma oggi Faticanti è uno dei giocatori più importanti della Juve Next Gen che il Grifo si troverà di fronte.

Juventus Next Gen - Perugia manifesto vintage

Fonti

Transfermarkt.it
Siti ufficiali AC Perugia e Juventus FC.
Wikipedia
Articoli e dossier sul progetto seconde squadre e sulla crescita della Juventus Next Gen.
Pagina risultati 2025-26 e cronache partite (Carpi, Livorno, Campobasso, Rimini, Forlì, Gubbio).
Comunicati ufficiali Juventus su governance (Ferrero, Comolli) e area Next Gen.
Profilo biografico e carriera di Massimo Brambilla.
Precedenti e incroci con il Perugia (cronache e tabellini 2023-24, nota ufficiale AC Perugia).
Comunicati e profili relativi a Nicolò Cudrig.
Articoli su trattativa Faticanti-Perugia (gennaio 2023).

Verso Perugia-Vis Pesaro: conosciamo i prossimi avversari

Si avvicina la sfida di lunedì 24 allo stadio Renato Curi, valida per la 15ª giornata del campionato di Serie C – Girone B. Il Perugia ospiterà la Vis Pesaro, e l’incontro rappresenta un banco di prova importante per i biancorossi perugini. L’obiettivo è dare continuità ai risultati, ma di fronte ci sarà una Vis Pesaro determinata: squadra marchigiana con una storia antica e un presente ambizioso.


Storia della Vis Pesaro

La Vis Pesaro 1898 è una delle società calcistiche più antiche d’Italia, fondata nel 1898 con il nome di Vis Sauro Pesaro. Inizialmente polisportiva dedita ad altre discipline (come pallone col bracciale, nuoto e atletica), in seguito si concentrò sul calcio e assunse la denominazione attuale. Nei primi decenni la Vis disputò campionati locali, per poi affacciarsi stabilmente tra Serie C e Serie D, le categorie nelle quali ha trascorso gran parte della sua storia. Non ha mai raggiunto la Serie B, solo nel 1968-69 sfiorò la promozione, arrivando seconda a un punto dalla Sambenedettese.

Un periodo d’oro fu a fine anni ’80 sotto la guida di Walter Nicoletti, capace di portare i pesaresi dalla D alla C1 con due promozioni consecutive e di lottare nuovamente per la Serie B.

Come tante realtà provinciali, anche la Vis Pesaro ha vissuto momenti difficili sul piano finanziario. Nel 1993 il club fallì nonostante la salvezza sul campo in C1, e dovette ripartire dai dilettanti. Un tracollo ancor più grave arrivò nel 2006: dopo una serie di vicissitudini societarie e retrocessioni, la Vis Pesaro venne dichiarata fallita e fu rifondata come Nuova Vis Pesaro 2006, ripartendo dal campionato di Promozione. Da quel punto iniziò una risalita graduale: attraverso fusioni con realtà locali e successive promozioni, i vissini sono tornati in Serie D nel 2010 e infine tra i professionisti nel 2018. Negli ultimi anni la Vis Pesaro si è dunque stabilizzata in Serie C. La stagione 2023-24 è stata sofferta: la squadra si è piazzata al 17º posto, evitando la retrocessione solo tramite i playout. Di contro, la stagione successiva (2024-25) ha visto un grande miglioramento con un sorprendente 6º posto finale e accesso ai playoff promozione, segnale di crescita del progetto sportivo.


Curiosità e aneddoti

Con 127 anni di attività, la Vis Pesaro vanta numerose curiosità. Innanzitutto è l’11ª società più antica d’Italia, un orgoglio per la città marchigiana. La storica rivalità è quella con l’Alma Juventus Fano: il derby tra Pesaro e Fano affonda le radici nel primo match ufficiale disputato dalla Vis (nel 1912) ed è ancora molto sentito dalle rispettive tifoserie. Incredibile come nel 1969 uno sciopero cittadino chiuse lo stadio Benelli alla vigilia di Vis Pesaro-Anconitana, costringendo a giocare la partita in campo neutro proprio a Fano.

Tra le figure iconiche del club vanno citati alcuni protagonisti di epoche diverse. Negli anni ’80 i tifosi ricordano l’attaccante Marco Nappi, funambolo che proprio con la Vis segnò al Perugia in entrambe le sfide del campionato 1986-87, prima di spiccare il volo in Serie A (vestirà anche le maglie di Fiorentina, Genoa e Atalanta). Curiosamente Nappi ha giocato anche con due rivalissime del Grifo: Arezzo e Ternana.

Un altro idolo locale è Walter Nicoletti, l’allenatore artefice delle promozioni a fine anni ’80 che riportarono entusiasmo a Pesaro. Guardando all’oggi, la Vis ha in Manuel Di Paola il suo capitano e simbolo: centrocampista classe 1997, si è legato profondamente alla piazza tanto da rinnovare il contratto fino al 2030. Di Paola rappresenta una “bandiera” moderna per i vissini.

L’inno ufficiale del club, intitolato “Amo la Vis” e scritto da Christian Ginepro, attore e autore pesarese.


Proprietà e dirigenza attuale

Oggi la Vis Pesaro è guidata da una proprietà ambiziosa che ha portato stabilità finanziaria. Dal 2019 il club è controllato al 51% dalla MB Holding Srl dell’imprenditore Mauro Bosco, ingegnere 48enne originario della Campania.

Bosco ha rilevato la maggioranza societaria con l’obiettivo di rafforzare la Vis e ha assunto la carica di presidente. Accanto a lui è rimasto coinvolto anche un gruppo di dirigenti locali: Marco Ferri (già presidente in passato) è co-presidente e mantiene un legame con il territorio, mentre il ruolo di Amministratore Delegato è affidato ad Antonio Feroce.

Michele Menga è il direttore sportivo, Guerrino Amadori direttore generale, Andrea Diotalevi Team Manager.

Con un partenariato pubblico-privato ed un forte investimento da parte di una società di cui è titolare lo stesso Presidente della Vis, sta nascendo a Pesaro il V Park, un grande ed innovativo centro sportivo di oltre 21.000 metri quadrati.

Nel 2018 è cominciata una partnership tecnica con la UC Sampdoria, finalizzata alla crescita dei giovani (diversi giocatori della Primavera blucerchiata sono arrivati in prestito a Pesaro negli ultimi anni). La sinergia con Sampdoria – voluta anche dall’allora patron doriano Massimo Ferrero – ha accresciuto la visibilità della Vis e l’ha aiutata a ingaggiare prospetti interessanti senza pesare eccessivamente sul bilancio. Oggi la società punta su una gestione virtuosa: consolidamento in Serie C e potenziamento del settore giovanile, come testimoniato dall’investimento in un’Academy e dai tanti giovani in rosa. Nel complesso, proprietà e dirigenza trasmettono fiducia: l’ambiente appare compatto attorno al progetto biancorosso e determinato a portare la Vis ai livelli più alti della sua storia.


L’allenatore: Roberto Stellone

Al timone tecnico della Vis Pesaro c’è un nome di rilievo: Roberto Stellone. Romano, 48 anni, Stellone è stato innanzitutto un attaccante di buon livello tra anni ’90 e 2000. Cresciuto nella Lodigiani, si è messo in luce con le maglie di Napoli, Torino e Genoa. Con il Napoli colleziona 33 gol in 102 partite e ne è il capitano nella stagione 2002-03, mentre al Torino contribuì alla promozione in Serie A nel 2006. Al Genoa nel 2004-05 segna 18 reti in 29 gare e gioca in coppia con Milito. A fine anno la promozione della squadra viene annullata per illecito. Quell’anno l’ultimo Perugia di Gaucci, che si classificò secondo a parimerito con Empoli e Torino, fallì.

Da allenatore Stellone ha esordito nel vivaio del Frosinone, per poi guidare la prima squadra ciociara in una scalata memorabile: promosso in Serie B nel 2014 e subito in Serie A nel 2015. In massima serie sfiorò la salvezza con il piccolo Frosinone, mettendo in mostra idee di gioco interessanti. Successivamente ha allenato piazze importanti in B come Bari e Palermo, e brevemente è stato sulle panchine di Ascoli, Arezzo e Reggina, accumulando esperienza tra cadetteria e terza serie.

Stellone è approdato a Pesaro nel marzo 2024, con la squadra invischiata nei playout: chiamato a stagione in corso, è riuscito a centrare la salvezza e si è conquistato la conferma. Da quel momento la Vis ha puntato fortemente su di lui, rinnovandogli il contratto addirittura fino al 2030 – uno dei contratti più lunghi nel panorama calcistico europeo – a dimostrazione della fiducia totale nel progetto tecnico. Roberto Stellone ha ricambiato abbracciando la causa: ha rifiutato offerte da categorie superiori per restare a Pesaro e costruire qualcosa di duraturo. Dal punto di vista tattico, è un tecnico flessibile ma con principi chiari. Il modulo prediletto in questa avventura è il 3-4-1-2, che in fase difensiva spesso diventa un 4-4-2 grazie all’arretramento di uno degli esterni. Stellone ama le squadre compatte, ordinate in difesa e pronte a ripartire velocemente: la sua Vis Pesaro infatti segna relativamente poco ma subisce anche poche reti, sintomo di equilibrio. I giocatori lo descrivono come un motivatore e un “martello” in allenamento, attento ai dettagli.

Per i tifosi perugini, Stellone rappresenta un ex avversario di tante battaglie. Nei suoi trascorsi da allenatore ha incrociato spesso il Grifo: basti pensare che il Perugia è la squadra affrontata più volte da Stellone in carriera da tecnico, tra Serie C e B.

Alla guida del Frosinone, ad esempio, Stellone batté il Perugia due volte su due nel campionato di Serie B 2014-15 – punti che si rivelarono determinanti per la promozione dei laziali. Anche con il Bari nel 2016-17 riuscì a superare i biancorossi, e si ripeté da tecnico del Palermo nel 2018-19 espugnando il Curi per 2-1. Non sono mancate però anche le rivincite del Grifo: nella stagione 2020-21 in Serie C il Perugia di Caserta inflisse un secco 3-0 all’Arezzo allenato da Stellone, e nel 2021-22 in Serie B i biancorossi ebbero la meglio sulla Reggina del tecnico romano grazie a una punizione nel finale. Da allenatore della Vis Pesaro, Stellone ha battuto il Perugia di Formisano nell’aprile 2024 a Pesaro, ed ancora ha vinto al Curi nel febbraio 2025 battendo il Perugia di Zauli con una rete di Raychev a tempo scaduto.

Insomma, il nome di Stellone evoca ricordi agrodolci ai tifosi perugini. Nella lotta promozione del 2013-14 il Frosinone di Stellone e il Perugia si contesero la salita in Serie B in un duello tiratissimo, deciso a favore di entrambe (Perugia primo nel girone, Frosinone promosso via playoff) anche attraverso uno scontro diretto vinto dal Perugia il 4 maggio 2014, al Curi, davanti a 20mila tifosi del Grifo in festa.


Rosa attuale e probabili titolari

La rosa della Vis Pesaro 2025-26 è stata in parte rinnovata rispetto alla scorsa stagione, mescolando giocatori esperti e giovani promettenti, in linea con la filosofia societaria. L’undici tipo di mister Stellone adotta una formazione 3-4-1-2.

In porta il titolare è Alessio Pozzi, 24 anni, arrivato a gennaio 2025 dal Trapani: si è guadagnato il posto con prestazioni affidabili (alle sue spalle il 26enne Alessandro Guarnone offre esperienza come secondo portiere).

La difesa a tre ruota intorno a Mirco Ceccacci, classe 2001, difensore centrale che sta emergendo come leader del reparto: Ceccacci ha giocato quasi tutte le partite finora. A Perugia è squalificato. Al suo fianco le scelte possono variare: i giovani Andrea Primasso (20 anni, in prestito dal Pisa) e Giovanni Di Renzo (23 anni, scuola Roma, ora infortunato) hanno spesso iniziato da titolari, alternandosi con il veterano Denis Tonucci. Tonucci, 37 anni, è il giocatore più esperto della squadra: pesarese di nascita, vanta lunga militanza in B (Cesena, Bari, etc.) ed è rientrato nella “sua” Vis per portare carisma e aiutare i compagni più giovani.

Sugli esterni di centrocampo agiscono elementi di qualità. A destra il titolare è Luca Paganini, nome noto per aver vestito a lungo la maglia del Frosinone in A e B: a 32 anni ha sposato il progetto Vis Pesaro e sta garantendo corsa, esperienza e anche qualche gol (per lui un lungo sodalizio con Stellone). Sulla fascia sinistra c’è ballottaggio tra Riccardo Zoia (23 anni, scuola Inter) e Andrea Beghetto. Quest’ultimo, 31enne ex Frosinone e Vicenza, è stato uno dei colpi estivi: laterale mancino di spinta dal Pisa, ha però avuto qualche problema fisico ad inizio stagione; Zoia ne ha approfittato per mettersi in luce e ora Stellone può alternarli a seconda della condizione e dell’avversario.

In mezzo al campo, il perno è il capitano Manuel Di Paola: mediano di quantità e personalità, è fondamentale in fase di interdizione e nel dare equilibrio alla squadra. Al suo fianco si sta imponendo Franco Vezzoni, 23enne argentino cresciuto nell’Inter: mezzala dinamica e dotata di inserimento, Vezzoni ha già realizzato 2 reti, risultando tra i più prolifici dei biancorossi. Un giovane da tenere d’occhio è Federico Tavernaro (classe 2005), che Stellone impiega spesso a gara in corso come mezzala: ha trovato anche lui la via del gol ed è in crescita costante, ma al momento risulta infortunato per la gara di Perugia. Nelle rotazioni di centrocampo figurano inoltre Niccolò Berengo (20 anni, regista proveniente dal vivaio Atalanta) e Romeo Giovannini (24, duttile sulla trequarti/seconda punta), entrambi utili alternative a partita in corso.

Sulla trequarti agisce l’uomo di maggior classe: Manuel Pucciarelli, 34 anni, è il fantasista della Vis. Ex attaccante di Empoli e Chievo in Serie A, Pucciarelli è arrivato a Pesaro nel 2022 portando qualità ed esperienza. Veste il numero 10 e gioca da rifinitore alle spalle delle due punte, incaricato di ispirare la manovra offensiva. Dovrebbe rientrare dall’infortunio proprio lunedì sera.

In attacco, la Vis può contare su un mix di esperienza e gioventù. Risulta infortunato Francesco Nicastro, 34 anni, attaccante navigato e – dettaglio non trascurabile – ex di turno. Nella rosa pesarese Nicastro porta in dote movimenti intelligenti e fiuto del gol, ed ha già timbrato il cartellino in stagione. Al suo fianco si sta alternando con ottimi risultati Sulayman Jallow, 28enne centravanti originario del Gambia: Jallow finora 2 reti, attaccante rapido e abile nell’attaccare la profondità. Anche se al momento è alle prese con uno strappo agli adduttori che lo terrà fuori 3 mesi.

Lunedì sera in attacco la Vis punterà sul giovane Davide Pio Stabile. Stabile, 21 anni, scuola Atalanta, ha segnato già 4 volte ed è il miglior marcatore dei pesaresi. Completa il reparto offensivo il ventenne Nicolò Lari.

Lunedì sera una Vis Pesaro con molti infortunati ed una squalifica importante.


Andamento nella stagione 2025-26

La Vis Pesaro si presenta al confronto con il Perugia con un cammino in campionato fin qui interessante. I marchigiani occupano il centro-classifica del Girone B di Serie C. In 14 giornate hanno raccolto 20 punti, frutto di 4 vittorie, 8 pareggi e 2 sconfitte. Questo bottino li colloca attorno alla decima posizione. L’aspetto che colpisce è l’elevato numero di pareggi: la Vis risulta la “regina X” del girone. La squadra mostra una grande solidità difensiva ma fatica a trovare il guizzo per vincere alcune partite. Le uniche due sconfitte in campionato sono arrivate entrambe in trasferta e nei primi turni: uno stop sul campo dell’ambizioso Arezzo e un passo falso a sorpresa contro il Forlì. Da allora, la Vis Pesaro si è rivelata un osso duro per chiunque. Nell’ultima trasferta ha imposto l’1-1 alla Ternana con la rete del giovane Stabile su assist del solito Di Paola. L’ultimo turno, giocato in casa, la Vis ha battuto il Guidonia. Per un altro raffronto con una squadra già incrociata dal Perugia, i pesaresi hanno battuto il Pontedera in trasferta 2-0 lo scorso 20 ottobre.

Questa tenuta ha permesso alla Vis di mantenersi costantemente sopra la zona calda della classifica. I numeri parlano di 14 gol fatti e 10 subiti in 14 incontri: attacco non esplosivo ma difesa tra le migliori del raggruppamento.

La distribuzione dei gol tra vari marcatori conferma l’assenza di un bomber principale ma anche la pericolosità di più elementi. Mister Stellone può dirsi soddisfatto a metà: da un lato la sua squadra è difficile da battere (solo due KO), dall’altro servirebbe qualche vittoria in più per spiccare il volo.

Ad inizio anno, la società e il tecnico hanno fissato come obiettivo dichiarato una salvezza tranquilla, possibilmente da raggiungere con anticipo, per poi magari togliersi qualche soddisfazione ulteriore. Finora la realtà sta rispettando i piani. Stellone ha affermato che una volta raggiunta la quota salvezza proverà ad “alzare l’asticella”. In sintesi, i marchigiani arriveranno al Curi con entusiasmo e senza particolari pressioni di classifica: una condizione che li rende un avversario insidioso, da affrontare col giusto carattere.


I precedenti tra Perugia e Vis Pesaro

Nonostante la differenza di prestigio tra i due club, la storia delle sfide Perugia-Vis Pesaro è più equilibrata di quanto si possa pensare. I precedenti ufficiali sono concentrati in periodi specifici (anni ‘60, anni ‘80 e ultimi anni) e spesso le gare sono state combattute.

Dalla fine degli anni ‘50 le squadre si sono affrontate 17 volte: 5 vittorie Perugia, 6 vittorie Vis Pesaro e 6 pareggi. Reti 12 per parte.

Nei match disputati a Perugia il bilancio vede grande equilibrio: in 9 partite 3 vittorie per parte e 3 pareggi. Dato curioso, dunque. La tradizione di questa partita parla di sfide tirate e sofferte, in cui il divario sulla carta si è spesso assottigliato sul campo.

Nella metà degli anni ’80, il Perugia, scosso dallo scandalo del Totonero, precipitò in Serie C2 e si ritrovò ad affrontare la Vis Pesaro. Nel campionato 1986-87 il già citato Marco Nappi fu determinante in entrambe le vittorie pesaresi in campionato. Nella stagione 1988-89 però furono i Grifoni ad imporsi con una tripletta di Fabrizio Ravanelli in casa della Vis Pesaro.

Dopo di allora, per molti anni le due squadre non si sono più incontrate in campionato: il Perugia ha navigato tra Serie A e B, mentre la Vis Pesaro è rimasta lontana dai riflettori nazionali. Il destino le ha fatte ritrovare nella stagione 2020-21 in Serie C: il Grifo appena retrocesso dalla B, e la Vis ormai presenza fissa in C. Al Curi il Perugia vinse di misura 2-1 grazie a un gol nel finale di Dragomir, e a Pesaro vinse ancora con una rete di Kouan. Quell’anno il Perugia riconquistò subito la promozione.

Lo scorso campionato all’andata, a Pesaro il 30 settembre 2024, finì 0-0. Al ritorno, al Curi, vinse la Vis Pesaro 1-0.

Guardando agli ex legati a questo incrocio, meritano menzione alcuni nomi. Francesco Nicastro, oggi tra le fila pesaresi: l’attaccante siciliano ha vestito la maglia del Perugia nella Serie B 2016-17, realizzando tra le altre una rete bella e decisiva a Terni nel derby umbro, e certamente proverà emozioni particolari nel tornare al Curi seppur attualmente infortunato. Federico Giraudo ha collezionato 47 presenze ed un gol a Pesaro dal 2020 al 2022.

Un altro incrocio da segnalare riguarda il giovane difensore Diego Stramaccioni: prodotto del vivaio biancorosso, nel 2020-21 giocava in prestito alla Vis e riuscì persino a segnare un gol (poi rivelatosi inutile) proprio contro la “sua” squadra al Curi.

Renato Olive, amato centrocampista dei Grifoni, 70 presenze e 8 gol dal 1998 al 2000, ha giocato anche per la Vis Pesaro dal 1989 al 1992 con 83 presenze e 9 gol.

Un grande bomber del Grifo Giovanni Pagliari è stato allenatore sia di Vis Pesaro che del Perugia.

Perugia vs Vis Pesaro manifesto vintage

Fonti

  • Vis Pesaro 1898 – (vispesaro1898.it)
  • News dalla Valle
  • Il Resto del Carlino – Intervista a Roberto Stellone (L. Mazzanti, 21/08/2025)
  • Wikipedia
  • Gazzetta Rossoblu – “Vis Pesaro, storia e curiosità: è una delle squadre più antiche d’Italia” (15/01/2020)
  • CalcioGrifo
  • SportPerugia.it
  • Transfermarkt & Soccerway