Il Perugia torna al Curi per affrontare il Bra, matricola piemontese che sta vivendo un ritorno tra i professionisti carico di sfide e orgoglio. I giallorossi di mister Fabio Nisticò, costretti a emigrare lontano dai propri tifosi per disputare le gare casalinghe, hanno fin qui mostrato spirito battagliero e un’identità ben definita: un solido 3-5-2 tutto corsa, sacrificio e compattezza difensiva.
La partita di andata a Sestri Levante fu un’autentica battaglia sportiva, con il Bra avanti due volte e raggiunto dal Perugia solo al 102’ su rigore.
In vista della sfida di ritorno, ecco l’identikit completo dei braidesi: dalla storia centenaria ai protagonisti attuali, dal cammino in campionato ai precedenti – per capire dove si potrà decidere il match di domenica.
Calcio d’inizio Domenica 11 gennaio 2026 alle ore 17:30, Stadio Renato Curi di Perugia.
Chi è il Bra: giallorossi, Madonna dei Fiori e ritorno in C
L’Associazione Calcio Bra affonda le radici nel cuore delle Langhe piemontesi: viene fondata nel 1913 (come Unione Sportiva Braidese) e già negli anni ’20 gioca nel campo di Madonna dei Fiori, inaugurato nel 1926 con un’amichevole contro il Torino.
Nel 1937 assume la denominazione attuale e dopo la pausa bellica, nel 1946, viene ammessa in Serie C dove rimane per due stagioni. Dopo decenni di dilettantismo si affaccia per una stagione (2013/2014) in Lega Pro Seconda Divisione.
I giallorossi tornano nel professionismo il 13 aprile 2025, vincendo la Serie D con tre giornate d’anticipo e colorando l’intera città di Bra di entusiasmo e orgoglio comunitario.
Il presidente Giacomo Germanetti, imprenditore locale, guida il club da ben 18 anni ed è stato artefice di un progetto sostenibile e radicato nel territorio. Oggi il Bra rappresenta la quinta realtà calcistica professionistica del Piemonte – dopo Juventus, Torino, Novara e Pro Vercelli – un traguardo significativo per una comunità di circa 30 mila abitanti.
Il cammino nella Serie C 2025/26 non è è privo di ostacoli extra-calcistici: lo storico stadio braidese “Attilio Bravi” (soprannominato ancora Madonna dei Fiori), pur ammodernato e intitolato nel 2014 a un dirigente del club, non soddisfa gli standard richiesti.
La società ha dovuto così prendere una decisione dolorosa: disputare le gare interne a 200 km di distanza, sul terreno sintetico dello Stadio Giuseppe Sivori di Sestri Levante, in Liguria.
Questo “esilio” forzato comporta costi ingenti (circa 12 mila euro a partita in spese di affitto impianto, trasporti e logistica) e priva i giocatori del calore del proprio pubblico.
Nonostante ciò, i tifosi organizzati del Bra Front – attivi dal 1987 – non hanno fatto mancare sostegno e colore, trasformando ogni partita in una prova d’amore verso i colori giallorossi.
Il momento in campionato 2025/26: classifica e numeri
La neopromossa piemontese sta lottando con determinazione per mantenere la categoria. Al giro di boa del campionato il Bra occupa il 17º posto in classifica con 16 punti, frutto di 3 vittorie, 7 pareggi e 9 sconfitte (20 gol fatti, 29 subiti).
I ragazzi di Nisticò hanno chiuso il girone d’andata al quartultimo posto – appaiati proprio al Perugia – ma a soli tre punti dalla salvezza diretta, segno di una lotta serrata nelle zone basse.
L’avvio di stagione è stato comprensibilmente difficile: dopo la sconfitta di misura all’esordio (0-1 a San Benedetto del Tronto) e il pareggio-beffa contro il Grifo, il Bra ha dovuto attendere fine settembre per festeggiare la prima vittoria (2-1 in rimonta al Guidonia con doppietta allo scadere di Sinani).
In trasferta i piemontesi hanno fatto solamente 2 punti, i pareggi con Forlì (1-1) e Pianese (2-2), e realizzato 6 reti (delle 20 totali).
L’unico successo esterno sul Rimini (2-1) ad inizio novembre, poi annullato dall’esclusione dei romagnoli dal torneo.
Nelle ultime 6 gare sono stati 5 i risultati utili. In mezzo la sconfitta a Terni a metà dicembre, che è anche l’ultima partita esterna. In casa sono arrivati poi due pareggi con Juventus Next Gen (1-1) e Sambenedettese (2-2).
Il Bra ha in trasferta grandi difficoltà. Dei due punti conquistati, l’ultimo risale a novembre a Forlì. Nella classifiche per partite in trasferta è ultima, mentre per partite in casa a metà classifica.
Eppure anche le partite “casalinghe” sono giocate a 200 km di distanza, segno che soffre le squadre che giocano davanti al proprio pubblico. Determinante quindi la spinta del Curi.
L’organico giovane paga qualche ingenuità nella gestione dei momenti chiave: lo stesso Nisticò ha sottolineato la necessità di “alzare il peso specifico” in certe fasi di gara per non farsi sfuggire punti preziosi. Emblematici in tal senso alcuni finali amari, come il gol incassato al 97’ contro il Perugia o il blackout nel finale a Ravenna.
Sia segnati che subiti, nelle partite del Bra, una grande incidenza di gol arriva negli ultimi minuti di gara.
«L’obiettivo è mantenere la categoria, possibilmente evitando i playout: sarà dura, ma ci proveremo con tutte le nostre forze», ha ribadito il patron Germanetti a inizio anno. La sfida del Curi, contro una diretta concorrente, è dunque cruciale per continuare a muovere la classifica e alimentare la fiducia.
Nisticò: pragmatismo, gruppo e 3-5-2
Tra i protagonisti della stagione del Bra c’è senza dubbio Fabio Nisticò, l’allenatore artefice della promozione e dell’identità attuale della squadra.
Nato il 25 luglio 1975, è tecnico navigato del calcio piemontese: in carriera ha guidato diverse piazze tra Serie D ed Eccellenza, accumulando esperienza e reputazione. Con il Bra ha compiuto l’opera più brillante, conquistando la Serie C al termine di un campionato dominato sin dalle prime giornate.
Lo scorso giugno Nisticò ha ricevuto a Roma il premio nazionale “D Club” come miglior allenatore della Serie D 2024/25, assegnato da Corriere dello Sport e Tuttosport.
Dal punto di vista tecnico-tattico, incarna il pragmatismo e la cura dei dettagli. Studia attentamente gli avversari e prepara piani partita mirati.
Il suo Bra è schierato prevalentemente con un 3-5-2 compatto, difendendo anche a 5 e ripartenze veloci con spinta degli esterni: nella trionfale stagione scorsa la squadra viaggiava a una media di quasi 2 gol segnati a partita e meno di uno subito.
«Il segreto è la forza del gruppo, più che delle individualità», questo il mantra di Nisticò, che lavora molto sull’unione dello spogliatoio e sulla mentalità. Non a caso nello staff braidese è stato inserito anche un mental coach.
Il mister chiede ai suoi intensità e concentrazione: «In ogni gara dobbiamo mettere in campo tutto ciò che abbiamo per cercare di fare punti e muovere la classifica», ha dichiarato alla vigilia dell’esordio casalingo.
La sua impronta si vede nella tenuta caratteriale della squadra, che non molla mai fino al triplice fischio.
Rosa 2025/26: talenti in prestito e veterani di categoria
Alla corte di mister Nisticò c’è un gruppo eterogeneo. A valore rosa, 2,95 mln di Euro, sono ultimi del girone B. Ma la più numerosa: 34 giocatori con una media età di quasi 23 anni.
In porta due portieri che hanno giocato esattamente gli stessi minuti fin qui (900). Il classe 2005 Franzini, scuola Bologna e #1 sulle spalle con 13 gol incassati. Il diciannovenne Renzetti, in prestito dalla Lazio e #22 con 16 gol incassati.
Il reparto difensivo è impostato a tre e poggia su un mix di gioventù e mestiere. Il perno della retroguardia è De Santis (28 anni, #31), difensore centrale formatosi nella Roma e con trascorsi in B, arrivato in estate a Bra per dare esperienza al reparto. Al suo fianco agiscono solitamente il 25enne Cannistrà (ex Novara, #4) e il 23enne Sganzerla (#6), prodotto del vivaio interregionale e già colonna braidese dalla Serie D. In alternativa c’è il promettente Rottensteiner, italo-austriaco di 20 anni prestato dal Südtirol, che si è fatto trovare pronto segnando anche un gol su palla inattiva.
Sugli esterni di centrocampo, fondamentali nel 3-5-2 di Nisticò, il Bra può contare su due “stantuffi” instancabili. A destra gioca il 21enne Pio Cucciniello #72, cursore scuola Entella dotato di corsa e cross, mentre a sinistra spinge Pautassi, 30 anni, uno dei veterani del gruppo (ex Alessandria e Mantova). Pautassi è il giocatore più esperto in rosa, ha contribuito con 3 assist, ma risulta infortunato per la gara di domenica.
I due esterni titolari garantiscono ampiezza e copertura: Cucciniello ha anche sfiorato il gol su punizione in più occasioni. In alternativa a Pautassi il duttile Morleo (#20, classe 2005 in prestito dal Catanzaro) che all’occorrenza può presidiare la fascia mancina.
Nel cuore del centrocampo, il Bra schiera un motore dinamico con un mix di qualità e agonismo. Il mediano davanti alla difesa è spesso Brambilla (24 anni, ex Cremonese), giocatore di quantità ma anche capace di imbucate precise: è lui a dettare i tempi in mezzo. Per domenica risulta infortunato.
Ai suoi lati ruotano diverse mezzali: Tuzza (#8, anni 27), cuore di capitano e tanta esperienza in D, è l’equilibratore della mediana; Lionetti (#14, anni 27) che ha firmato il momentaneo vantaggio contro il Pineto, vanificato poi dalle due reti subite negli ultimi 10 minuti di partita.
Non va dimenticato poi il talento di La Marca (#47, 22 anni), trequartista brevilineo che Nisticò utilizza come mezzala offensiva o seconda punta: suo il gol del momentaneo 2-1 al Grifo a fine agosto e un altro sigillo importante contro il Campobasso. Potrebbe rimpiazzare lui Brambilla in caso di mancato recupero del centrocampista titolare.
In attacco il Bra ha cambi di passo interessanti e buone alternative. Il riferimento avanzato più costante è Sinani (#11), 26 anni, attaccante di origine kosovara dal fisico imponente: arrivato a parametro zero dopo una carriera nelle serie minori e giovanili nel Milan, Sinani ha sin qui ripagato la fiducia con 5 gol e diverse prestazioni di sostanza, risultando decisivo ad esempio con la doppietta al 92′ e 95′ sul Guidonia.
Al suo fianco Nisticò alterna due profili complementari: Minaj (#21, 24 anni), brevilineo di scuola greca-albanese, rapido e tecnico, seconda punta che ha portato 2 gol e 3 assist (in rete all’andata contro il Perugia); e Baldini (#92, 29 anni), il giocatore più noto e dal curriculum importante (ex Pro Vercelli, con esperienze in B), arrivato svincolato dal Lumezzane. Baldini ha aggiunto esperienza e qualità al reparto offensivo: rigorista designato, ha già portato 5 gol e 2 assist (suo il penalty del pareggio con la Sambenedettese al 98’ e determinante sul 2-2 esterno con la Pianese) e rappresenta una minaccia costante sui calci piazzati.
Da non dimenticare il 20enne Di Biase (#9), arrivato in prestito dalla Juventus Next Gen: attaccante seconda punta di movimento, ha siglato anche lui 2 reti.
Il reparto offensivo braidese non ha una star assoluta ma tanti elementi intercambiabili.
Formazione tipo (3-5-2): Renzetti; De Santis, Sganzerla, Cannistrà; Cucciniello, Brambilla (La Marca), Tuzza, Maressa, Morleo (Pautassi); Sinani, Baldini (Minaj).
Precedenti col Perugia: prima volta da brividi
Quella tra Bra e Perugia è una sfida inedita nel panorama calcistico: prima di questa stagione i due club non si erano mai incontrati in gare ufficiali.
L’andata, disputata lo scorso 30 agosto a Sestri Levante, è stata dunque il primo incrocio storico e non ha deluso le attese in quanto a emozioni. Davanti a circa 350 spettatori, i neopromossi braidesi hanno tenuto testa al blasonato Grifo, costringendolo a un 2-2 rocambolesco.
La partita si è subito incanalata sui binari dell’equilibrio e dell’intensità: dopo un inizio combattuto, anche un palo di Tumbarello, il Bra ha trovato il vantaggio nel recupero del primo tempo. Una zampata di Minaj su mischia da calcio d’angolo.
Al 48’ il Perugia ha pareggiato con un tiro di Giunti deviato in rete. L’episodio chiave è arrivato poco dopo, al 53’ Nwanege si è fatto espellere per un brutto fallo (sanzionato grazie al supporto del VAR), lasciando gli umbri in dieci uomini.
Forte della superiorità numerica, il Bra ha ripreso coraggio e al 63’ è tornato avanti con un gran gol dalla distanza del neoentrato Mattia La Marca, complice una distrazione della retroguardia perugina. Sul 2-1 i piemontesi hanno sfiorato più volte il colpo del KO – clamorosa l’occasione divorata da Cucciniello all’84’.
Nel finale convulso, il destino ha presentato il conto: al 90+12’ (complice un recupero extralarge per verifiche VAR) un contatto in area tra Sganzerla e un attaccante perugino ha indotto l’arbitro Rispoli ad assegnare un rigore al Perugia. Dal dischetto Ogunseye ha trasformato spiazzando Franzini e gelando il Bra proprio all’ultimo respiro.
Un epilogo beffardo: «Avevamo avuto anche le occasioni per il 3-1, ma nel calcio certe situazioni si pagano… Se prendi un gol al 97’ resta l’amaro in bocca» ha commentato Nisticò a fine gara, mescolando rammarico e orgoglio per la prestazione offerta.
In conferenza stampa non cerca alibi: «Il Perugia me lo aspettavo così… ha lavorato molto sugli uno contro uno» – ma allo stesso tempo mantiene il focus sui suoi: «Non conto i punti ma le prestazioni, perché il Bra deve acquisire autostima e credere in sé senza guardare la classifica».
Il ritorno al Curi
Il 2-2 dell’andata resta dunque l’unico precedente tra Bra e Perugia, e farà da riferimento emotivo anche in vista della sfida di ritorno. Per il Bra c’è la consapevolezza di aver messo in difficoltà il Grifo sul piano del gioco – «Abbiamo dato tutto contro una squadra dal blasone incredibile» ha sottolineato Nisticò dopo quel match e la convinzione di potersela giocare di nuovo a viso aperto.
Dall’altro lato, quel pareggio acciuffato in extremis ha insegnato al Perugia a non sottovalutare l’entusiasmo e l’organizzazione dei giallorossi.
Al Curi sarà una partita diversa, ma i temi tattici e caratteriali potrebbero ricalcare l’andata: il Bra cercherà di restare corto e aggressivo, provando a colpire in velocità e sulle palle inattive, mentre il Perugia dovrà imporre qualità ed esperienza per evitare un altro finale thrilling.
Mister Nisticò, reduce dal buon pareggio alla ripresa contro la Sambenedettese, ha chiesto ai suoi massima concentrazione: «Veniamo da due risultati utili, ma guai a rilassarci: a Perugia ci aspetta una battaglia, dovremo essere perfetti in entrambe le fasi», avrebbe confidato ai media locali.
Dal fronte societario, il presidente Germanetti ha rinnovato la fiducia nel gruppo ed esortato la squadra a crederci fino in fondo: «Abbiamo le carte in regola per salvarci. Servirà il Bra migliore: quello visto nelle ultime partite può giocarsela con tutti».

