Il Perugia apre il 2026 con una trasferta che vale tanto, non solo per la classifica ma per la misura del momento: a Guidonia Montecelio il Grifo trova una squadra che, da neopromossa, si è già ritagliata un profilo da categoria. Pochi fronzoli, tanta organizzazione, un’identità riconoscibile e con una classifica che – a metà stagione – racconta una sorpresa concreta, non casuale.
Guidonia Montecelio: città “doppia” alle porte di Roma
Guidonia Montecelio è un comune del Lazio nell’area metropolitana di Roma, a ridosso di Tivoli: una realtà di cintura romana con una natura “doppia”. Guidonia è la parte più moderna, cresciuta soprattutto nel Novecento; Montecelio è il nucleo più antico, collinare, con un’impronta da borgo storico. Il comune nasce nel 1937 dall’unificazione delle due anime. Il nome “Guidonia” richiama l’aviatore Alessandro Guidoni e la zona è legata da decenni anche a presenze e infrastrutture aeronautiche. Intorno, il territorio alterna urbanizzazione e aree verdi, con la zona dell’Inviolata come grande cuscinetto naturale.
Il club oggi si chiama Guidonia Montecelio 1937 FC, “1937” richiama l’anno di istituzione del comune unificato. I colori adottati dopo il trasferimento della sede sono blu, rosso e giallo (richiamo al gonfalone cittadino).
Questa denominazione nasce dalla stagione 2024-2025, quando il Club si stabilisce definitivamente nel comune di Guidonia Montecelio sede dell’azienda di GDO Maury’s del patron Mauro Fusano. Da non confondersi con l’originaria squadra locale, l’ACD Guidonia che milita in Prima Categoria.
Le origini della squadra partono dal 1968 come Società Sportiva Monterosi di Monterosi in provincia di Viterbo. Approda nel professionismo (Serie C) per la prima volta nel 2021 con il nome Monterosi Tuscia Football Club, dopo una serie di ridenominazioni e fusioni con club limitrofi.
Negli ultimi anni è stata una squadra girovaga: le partite casalinghe sono state giocate a Viterbo, Pontedera, di nuovo Viterbo e poi Teramo a 200 km dalla sede del Club. Mancati accordi con il comune di Viterbo per l’uso dell’impianto sportivo e impossibilità di manutenzione e ristrutturazione dello stadio Marcello Martoni del Comune di Monterosi, portano la società a trasferirsi a Guidonia Montecelio. Il Club ottiene dal comune la gestione dello stadio comunale ed investe quasi 3 milioni di euro per l’adeguamento, cambiando il proprio nome alla definizione attuale e staccando ogni legame con Monterosi.
Lo stadio della “Città dell’Aria”, numeri casalinghi stretti
Si gioca allo Stadio Comunale della Città dell’Aria, impianto comunale su sintetico: un campo che spesso accorcia le partite e premia chi è organizzato nelle distanze.
È uno stadio a pochi metri dal centro e da piazza Matteotti, dove si trova il Municipio. Ha una capienza di 2.900 posti, impianto con due tribune (una principale parzialmente coperta e una dedicata ospiti), da inizio stagione aggiunta una nuova curva.
Originariamente fu inaugurato negli anni ‘50 e soggetto a varie modifiche ed adeguamenti, ed è dal 2024 che ospita le partite casalinghe del Guidonia Montecelio 1937 FC.
Nell’ultima gara casalinga prima di Natale atmosfera di provincia, con coreografia iniziale condotta dai gruppi Gradinata Guidoni e Unione Tifosi, e dono del panettone a tutti i bambini da parte del gruppo Avanguardia.
In auto Guidonia Montecelio – Perugia distano circa 165 km.
Numeri interni 2025/26:
- Media spettatori in casa: 1.071
- Record presenze: 2.175 in Guidonia–Campobasso 0-0
- Gol fatti/subiti in casa: 5 fatti, 5 subiti (8 gare interne)
- 2 vittorie 4 nulle 2 sconfitte
- Miglior vittoria (casa): 2-0 al Pontedera
- Sconfitta peggiore (in casa): 0-2 col Pineto
Il Guidonia in casa non fa valanghe di gol, ma concede poco e tiene le gare sul filo. Per il Perugia è una partita da “attenzione ai dettagli” più che da assalto disordinato.
In casa il Guidonia rende meno che in trasferta: media punti di 1,25 contro la media di 1,70 esterna.
Il momento 2025/26: non una neopromossa qualunque
Il Guidonia ha costruito la sua stagione su un concetto semplice: rimanere sempre dentro la partita. Pochi gol segnati, ancora meno concessi, e una capacità notevole di portare molte gare nella zona grigia dei dettagli (episodi, seconde palle, piazzati, transizioni). Concetto che ha reso molto di più in trasferta.
Non è una squadra che vince perché si inventa qualcosa ogni domenica: vince (o non perde) perché ripete meccanismi chiari e riduce i rischi.
Sesto in classifica dopo 18 gare valide, il bilancio complessivo è di 7 vittorie, 6 pareggi, 5 sconfitte con 15 gol fatti e 12 subiti (media 1,42 punti a partita). Squadra meno prolifica del Perugia, ma che ha subito meno della metà dei gol degli umbri.
Un dato particolare ed utile alla trasferta dei Grifoni: il rendimento in casa. Nella classifica fuori casa il Club laziale risulta 3°, mentre nella classifica casalinga è addirittura 15°. Sotto il Perugia di un punto nel confronto per match casalinghi.
In trasferta ha segnato il doppio dei gol casalinghi, 10 dei 15 complessivi, e ne ha subiti 7. Come già citato viaggia ad una media esterna di 1,70 punti con 5 vittorie 2 nulle e 3 sconfitte. In casa 2 vittorie, 4 nulle e 2 sconfitte per una media punti di 1,25.
Ginestra e l’identità: 3-5-2, densità centrale, quinti determinanti
Il Guidonia di Ciro Ginestra ha un marchio riconoscibile: 3-5-2. Squadra compatta, densità in mezzo, esterni che danno ampiezza e una gestione molto pratica delle fasi. Comanda la ricerca degli esterni e duelli funzionali, piuttosto che lo spettacolo.
È un sistema che, anche secondo letture di settore, il gruppo interpreta con convinzione. Soprattutto per solidità e organizzazione.
È una squadra che tende a:
- chiudere il corridoio centrale,
- portare la palla sulle corsie,
- cercare cross e seconde palle,
- vivere bene le gare bloccate.
La rosa rossoblù: minutaggi, ruoli, numeri
La rosa è composta da 27 giocatori, età media 25,2; gli stranieri soltanto 1.
Portieri: alternanza reale
- Giovanni Stellato: 10 presenze, 900’
- Gianluca Mazzi: 9 presenze, 810’
Non c’è un titolare blindato: è una gestione a due, che può dipendere da momento e scelta tecnica.
Difesa: esperienza e minutaggi alti
- Stefano Esempio (26) – Centrale con 18 presenze per 1.620 minuti è tra i più utilizzati. Affidabile e continuo.
- Andrea Cristini (31) – Centrale, ex Trapani: 18 presenze, 1.613 minuti. Pilastro per letture e duelli. Esperienza.
- Mulè (26) – centrale ex-Avellino è stato molto dentro (17 presenze, 1.061 minuti) ma al momento risulta infortunato.
Quinti/Esterni: se il Guidonia gira, spesso gira da qui: ampiezza, ritmo, cross e rientri.
- Davide Zappella (27) – Esterno di destra (ex Arezzo): 18 presenze, 1.490 minuti, 1 gol. Giocatore a tutta fascia.
- Andrea Errico (27) – Esterno di sinistra: 17 presenze, 1.413 minuti. Buona fase difensiva con diagonali e chiusure.
Centrocampo: Santoro perno, mezzali di gamba
- Salvatore Santoro (26) – Mediano (ex Arezzo): 18 presenze, 1.583 minuti. Schermo davanti la difesa e gestione gioco.
- Simone Tascone (28) – Centrocampista (ex Foggia): 14 presenze, 1.030 minuti; farà attenzione, è tra i diffidati.
- Valerio Mastrantonio (26) – Centrocampista (ex Avellino): 19 presenze, 1.121 minuti. Nel 3-5-2 è una mezzala/ibrido di corsa.
- Andrea Tessiore (26) – Centrocampista (ex Cittadella): 16 presenze, 633 minuti, 2 gol. Entra con cross e rifiniture (anche nelle azioni finali).
Santoro è l’equilibratore: se lo lasci giocare comodo, il Guidonia respira. Le mezzali fanno corsa e inserimenti più che regia pura.
Attacco: fisicità + seconda punta
- Gabriele Bernardotto: 16 presenze, 1.175 minuti, 4 gol (infortunato alle prese con problema muscolare da inizio dicembre). Ha battuto il rigore parato da Gemello all’andata.
- Alessandro Spavone (21) – Seconda punta (dal Napoli): 18 presenze, 1.032 minuti, 2 gol. È l’attaccante tra le linee.
- Diego Zuppel: Punta centrale fisica (ex Trapani): 16 presenze, 813’, 1 gol; a Carpi ha segnato (7’) e giocato titolare. Con Bernardotto non al 100%, potrebbe essere il riferimento offensivo.
Formazione tipo
Stellato/Mazzi;
Cristini, Esempio, Vitturini (se Mulè non recupera);
Zappella, Mastrantonio, Santoro, Tessiore/Tascone, Errico;
Spavone, Zuppel
(con Bernardotto opzione se recupera).
Analisi tattica
Quella del Perugia a Guidonia è una gara che chiede maturità: pazienza, disciplina, attenzione ai dettagli. Se il Grifo resta pulito e trova il vantaggio, può costringere il Guidonia a uscire dal suo habitat naturale. Se invece la partita resta ferma e sporca, diventa terreno ideale per loro.
Punti di forza
- Compattezza: distanze corte, pochi spazi centrali.
- Gare strette: sa vivere bene partite da episodio, soprattutto in casa.
- Quinti/esterni determinanti: se prendono metri, il Guidonia sale e schiaccia a ondate.
- Solidità difensiva: subisce poco e spesso porta l’avversario a forzare giocate.
Punti deboli
- Produzione offensiva non enorme: pochi gol fatti, molte gare in equilibrio.
- Se vai avanti: deve scoprirsi un po’ di più e può perdere la sua comfort zone.
- Dipendenza dalle corsie: se il Perugia blocca i quinti, il Guidonia rischia di diventare prevedibile.
Dove può decidersi la partita
⚽ Duello sulle fasce (Zappella/Errico vs esterni del Grifo)
Se il Perugia riesce a tenere bassi i quinti e a vincere le seconde palle laterali, taglia la principale via di risalita del Guidonia.
⚽ Il corridoio centrale: attaccare tra le linee senza farsi ingabbiare
Il Guidonia protegge il centro: serve movimento, rotazioni e uomini che ricevano bene tra le linee. Qui conta tanto il trequartista/seconda punta del Perugia e la qualità del primo controllo.
⚽ Palle inattive e disciplina emotiva
In partite così, spesso decide un corner, una punizione, un rimpallo. Il Perugia deve essere pulito nella gestione: niente falli stupidi, niente transizioni con campo aperto regalate.
L’andata al Curi
All’andata è stata una partita stretta, tipica del Guidonia: il Perugia non l’ha sbloccata e i rossoblù hanno dimostrato di saper reggere anche su un campo pesante come il Curi. Non è una squadra che si scioglie se non comanda il gioco.

