Il girone d’andata del Perugia racconta una stagione a strappi: 16° posto, 15 punti in 18 gare valide (effetto esclusione Rimini), con 3 vittorie, 6 pareggi, 9 sconfitte, 18 gol fatti e 24 subiti.
In testa il campionato corre forte (Ravenna e Arezzo su ritmi altissimi), mentre in basso la lotta salvezza è una palude di distacchi corti: Perugia è dentro la mischia, ma oggi paga soprattutto un dato su tutti: nessuna vittoria in trasferta.
Analizziamo tutti i numeri del girone d’andata e le prestazioni dei Grifoni per chiarire, e scoprire: come sono andate le cose, quali proiezioni e prospettive, cosa serve. Facciamo anche un confronto numerico con la passata stagione.
I numeri base dell’andata
La fotografia più nitida sta nello split casa/trasferta:
In casa (senza Rimini):
- 11 punti in 9 gare — 3 Vinte, 2 Nulle , 4 Perse, Gol Fatti / Gol Subiti 10–8
- Media punti a gara 1,22
Fuori casa:
- 4 punti in 9 gare — 0 Vinte, 4 Nulle, 5 Perse, Gol Fatti / Gol Subiti 8–16
- Media punti a gara 0,44
Media punti a gara complessivo: 0,83. È una media da salvezza sofferta, se va bene. Non basta se in casa non mantieni un ritmo da playoff diretti. Anno scorso, il Perugia ha vinto solo una volta in trasferta, ma ha mantenuto una media punti di 1,85 in casa. Ha concluso ad un punto dai playoff con una media partita complessiva di 1,24 punti.
La girandola degli allenatori: un’annata tribolata
Tre guide diverse in quattro mesi: qui c’è metà della storia.
| Allenatore | Giornate | Risultati | Media punti | Modulo prevalente |
|---|---|---|---|---|
| V. Cangelosi | 1–5 | 0V 3N 2P | 0,60 | 4-3-3 |
| P. Braglia | 6–10 | 0V 0N 5P | 0,00 | 3-5-2 |
| G. Tedesco | 11–19 | 3V 3N 3P | 1,33 | 4-2-3-1 |
La lettura fredda è semplice: con Tedesco la squadra entra in un ritmo più credibile. Ma il danno d’autunno (0 punti in sette gare) ti porta al giro di boa con il freno a mano tirato.
Cosa è successo da agosto a dicembre
Estate e costruzione rosa
Mercato impostato su parametri zero e prestiti: innesti chiave Megelaitis, Calapai, Tumbarello, e in attacco Manzari (prestito), Ogunseye (prestito), oltre a giovani come Nwanege e Terrnava. Una rosa che, per valore di mercato complessivo, resta “media” per la categoria: 4,6 milioni di Euro indicativo, al settimo posto nella classifica per valore rosa del campionato, vicino a Vis Pesaro e Pineto. Nell’economia del racconto pesa anche l’uscita di Seghetti (+ 300mila) operazione che, sul piano contabile, è l’unica vera leva estiva.
La scossa in panchina (e i contraccolpi)
L’avvio di stagione non decolla e il primo cambio arriva presto, poi la fase più nera: cinque sconfitte consecutive con Braglia. Il terzo atto è Tedesco: stabilizza e rende decente la media punti, ma deve fare i conti con una squadra già mentalmente scossa e con un campionato che non aspetta.
La variabile esterna: esclusione Rimini e penalizzazioni
Evento che impatta sui conteggi: a fine “andata” parliamo di 18 gare valide e non 19. E, come detto, nel caso specifico “aggiusta” i numeri del Curi perché annulla una sconfitta interna. Ma consideriamo un campionato più corto: 36 giornate anziché 38 per calcolare punti e quota salvezza.
Ternana è stata penalizzata di 5 punti, Campobasso di 2.
Risultati e partite simbolo
Dall’andamento generico degli incontri emerge un Perugia che ha concesso spesso il primo episodio (soprattutto fuori) e faticato a trasformare le partite “sporche” in vittorie. Quando si sblocca può anche dominare, ma non con continuità.
Peggior sconfitta 0-3 a Pineto, con le dimissioni di Braglia. Partita con più reti la sconfitta a Ravenna 2-3, partita che nel primo tempo vedeva il Perugia in vantaggio 2-0 e che ha sancito l’esonero di Cangelosi. Miglior vittoria il 4-0 casalingo con il Forlì, ultima di andata.
Moduli e identità: più che numeri, distanze e momenti
Il punto non è scegliere tra difesa a tre o a quattro, ma la conseguenza: il Perugia ha faticato a essere continuo nelle distanze (specie fuori casa), e senza continuità le Serie C si decidono su una cosa: episodi (palle inattive, seconde palle, gestione degli ultimi 15’).
Nel percorso si vede un passaggio da ricerca di idea a necessità di ordine, fino al 4-2-3-1 più frequente nella fase Tedesco.
Statistiche giocatori: chi ha retto la baracca (e chi deve dare di più)
Spina dorsale (minutaggi)
I cardini per continuità e impiego:
- Gemello 1620’
- Megelaitis 1397’
- Montevago 1280’
- Giunti 1258’
- Riccardi 1170’
- Angella 1148’
Produzione offensiva: distribuita, ma senza “killer”
Top gol:
- Manzari 3, Giunti 2, Montevago 2, poi tanti a 1
Top assist:
- Bacchin 4, Manzari 3, Matos e Kanouté 2
E qui c’è il punto politico dell’andata: manca un finalizzatore stabile. Nella statistica, il dato è ancora più esplicito: la produzione gol arriva molto da centrocampo/difesa e meno dal reparto che dovrebbe chiuderla solo 3 gol da attaccanti, 2 gol da ali, 11gol da centrocampisti edifensori.
Disciplina e squalifiche: un fattore nascosto
- Megelaitis 5 ammonizioni
- Montevago / Giunti / Torrasi / Tozzuolo 4
- Manzari: espulsione per doppia ammonizione; Nwanege: un rosso
In una corsa salvezza, perdere 1/2 cardini per squalifica significa spesso buttare via 2 partite. AL momento la lista diffidati è folta.
Infermeria: quanto ha inciso
Il quadro degli stop è tutt’altro che neutro:
- Lewis: fuori da 305 giorni, 36 gare saltate – in corso
- Nwanege: fuori da 42 giorni, 5 gare saltate – in corso
- Riccardi e Matos: 5 gare saltate
- Dell’Orco e Manzari: 4 gare saltate
- Angella e Calapai: 2 gare saltate
- Kanouté: fuori da 19 giorni, 2 gare saltate – in corso
- Bacchin, Broh, Tumbarello, Bartolomei, Torrasi: 1 gara saltata
Confronto con la scorsa stagione
A fine andata 2024/25 (19 gare) vs 2025/26 (18 gare valide)
Nel 2024/25, dopo 19 giornate:
- 11° posto, 22 punti
- GF/GS 24/25 (diff -1)
Nel 2025/26, a fine andata (18 gare valide):
- 16° posto, 15 punti
- GF/GS 18/24 (diff -6)
Tradotto –7 punti e con un saldo reti più fragile. Il problema storico delle trasferte non è scomparso: si è aggravato. Contando comunque che l’anno scorso l’unica vittoria esterna arrivò nel girone d’andata.
La lezione del 2024/25: la salvezza (e oltre) si costruì soprattutto in casa
Finale 2024/25:
- 47 punti, GF/GS 43/41
- Casa 35 punti (10V–5N–4P; 28/15)
- Fuori 12 punti (1V–9N–9P; 15/26)
Morale: anche l’anno scorso fuori era dura, ma la casa sosteneva. Quest’anno, invece, la casa regge ma non domina, e fuori non si vince mai.
Proiezione salvezza: i numeri-obiettivo (gennaio–maggio)
Con 18+18 gare valide (36 totali), il passo attuale (0,83) ti proietta intorno ai 30 punti: troppo poco per stare sereni.
Se mettiamo la salvezza tranquilla a 40–42:
- Hai 15 punti: te ne servono 25–27 nelle ultime 18
- Ritmo richiesto: 1,40–1,50 media punti gara
È un passo da metà classifica nel ritorno. Non impossibile, ma richiede un salto vero fuori casa oppure consolidare i risultati al Curi. Una semplificazione vuol dire fare un pareggio in più ed almeno una vittoria in trasferta, invece in casa due vittorie ed un pareggio in più rispetto l’andata (4 punti in più fuori e 7 punti in più in casa).
Cosa chiedere a gennaio (in modo statistico, non emotivo)
- Un attaccante che sposti i finali (non un “nome”) Oggi hai 18 gol totali, e distribuiti, senza un uomo da 6–8 gol nel ritorno rischi di vivere sempre sull’episodio. Una punta che converte mezze occasioni vale punti diretti: il finalizzatore che ti trasformi 5 pareggi/sconfitte di misura in 8–10 punti extra.
- Un profilo “anti-trasferta”: gamba, duelli, gestione I numeri fuori (4 nulle, 5 perse, 8 gol fatti e 16 subiti) dicono che la squadra, lontano dal Curi, non riesce a tenere campo e momenti. Serve un giocatore che alzi la soglia di competitività nelle gare “brutte”: recuperi, seconde palle, falli utili, uscite pulite. I 16 gol presi fuori casa dicono che lì devi mettere mano.
- Protezioni sulla catena difensiva e gestione infermeria Con infortuni importanti e rotazioni delicate, gennaio deve anche proteggere il finale di stagione. Un innesto difensivo rapido (o un mediano schermatore) riduce il numero di partite in cui prendi gol per inerzia.
- Cassa e sostenibilità: non indebolirsi vendendo l’unico asset Il Perugia ha pochi cartellini che fanno davvero cassa: su tutti Giunti (1 Milione valore di mercato), poi valori più bassi (300k Megelaitis e Montevago, 250k Gemello, 200k Giardino). Se vendi l’asset principale in piena lotta salvezza, devi sostituirlo con due titolari pronti: operazione rischiosa. L’alternativa credibile è: taglio ingaggi/uscite mirate + prestiti funzionali per puntellare 2 ruoli chiave.
Gennaio non è il mercato dei sogni: è il mercato dei punti. Il Perugia deve comprare solidità fuori casa e gol ‘sporchi’, tagliando dove pesa troppo rispetto a ciò che rende. Perché la salvezza tranquilla non si fa con i nomi: si fa con 25 punti nel ritorno.
Aspettative realistiche, target prestazioni
Il Perugia al giro di boa non è una squadra spacciata. Ma è una squadra che non può più permettersi mesi in prova. La classifica non aspetta e il campionato davanti viaggia: per una salvezza tranquilla serve un ritorno da 1,45 punti/gara, cioè un Perugia più cinico, più solido fuori e più continuo al Curi. Se non si riesce a ribaltare completamente i risultati in trasferta, arrivando quindi ad una media decente di 0,9 fuori, bisogna giocarsela in casa puntando ad una media interna di 2 punti a partita.
Perché la Serie C, quando sei lì sotto, non la vinci con le prestazioni: la vinci con i punti presi.

Fonti: transfermarkt.it
