Il Perugia torna al Curi per sfidare il Forlì, neopromossa romagnola che si sta facendo notare per equilibrio e organizzazione. Rosa giovane tutta italiana e identità tattica chiara: 4-3-3 di Miramari, ritmo e ampiezza. Qui l’identikit completo dei “Galletti”, con i numeri 2025/26, uomini chiave e punti dove può decidersi la partita.
Calcio d’inizio domenica 21 dicembre 2025 alle 17:30 allo Stadio Renato Curi.
Chi è il Forlì: biancorossi, gallo e “caveja”
Il Forlì FC è la società nata nel 2006 dopo il fallimento del club storico fondato nel 1919. All’inizio del secolo il club venne fondato dalla fusione del Forlì Foot-Ball Club e l’Unione Calcio Romagnolo, che generò la sezione calcio dell’Unione Sportiva Forti e Liberi. Come accaduto per la Vis Pesaro, all’inizio lo sport principale del club e più praticato in città era il Pallone col Bracciale.
La miglior categoria raggiunta è la Serie B nel 1946/47 per una sola stagione. Vanta poi, in Serie C, un secondo posto nella stagione 1963/64 e un terzo posto nella stagione 1979/80. Il resto della storia calcistica è stato vissuto tra la terza categoria professionistica, il campionato dilettanti e le serie inferiori.
C’è un capitolo che a Forlì è rimasto nella memoria collettiva: gli ottavi di Coppa Italia (stagione 1995-96), con il match contro il Milan, evento enorme per una città abituata a vivere il calcio con orgoglio “di provincia”.
I colori sociali del Club sono il bianco e il rosso, simboli nello stemma sono il gallo e la caveja. Da qui il soprannome Galletti. La caveja è considerata per eccellenza un simbolo della Romagna: un’asta di ferro battuto con una piastra (detta pagella) decorata e anelli, nasce dalla tradizione contadina legata al giogo e al traino dei carri. Tra le allegorie incise sulla pagella della caveja, ricorre naturalmente il gallo, ma anche figure per scongiurare il malocchio, prevedere il sesso dei nascituri, proteggere dalle intemperie e augurare buona sorte.
Il miglior marcatore nella storia del Club è Diano De Lorenzi con 66 gol, mentre tra i primatisti di presenze ricorre il nome di Alberto Calderoni con 360 presenze nei biancorossi dal 1993 al 2009, praticamente un’intera carriera nella squadra della propria città.
Il “Morgagni”, costruito tra il 1923 e il 1925, vede il proprio terreno di gioco contornato dalla pista del Velodromo “G. Casadei”, la capienza odierna è 3.500 posti. La riqualificazione e i lavori per la Serie C sono costati al Comune di Forlì quasi un milione di euro, con l’ultimo stanziamento ad ottobre 2025.
Lo stadio è intitolato a Tullo Morgagni, giornalista e dirigente sportivo, forlivese di nascita e morto nel 1919. Famoso per aver ideato il Giro d’Italia e altre gare ciclistiche storiche come il Giro di Lombardia e la Milano-Sanremo.
Forlì FC è gestito da una struttura societaria che include diversi soci, con il ruolo di presidente ricoperto dal 2018 da Gianfranco Cappelli. La proprietà non è detenuta da un’unica persona, ma da un gruppo di soci, imprenditori e dirigenti, che hanno recentemente confermato il loro impegno economico attraverso un aumento di capitale. Quella societaria è strategia di crescita che coinvolge nuovi soci, sponsor e un piano di sviluppo a lungo termine.
Il momento in campionato 2025/26: classifica e numeri
Il Forlì è stabilmente nella parte sinistra: 8° posto con 24 punti, un rendimento complessivo equilibrato (7vittorie, 3 pareggi, 7 sconfitte, gol 24 fatti e 23 subiti). È una squadra che non vive di fiammate casuali: resta quasi sempre in partita.
I Galletti arrivano a Perugia dopo il 4-2 al Carpi: gol di Macrì, Manetti, Menarini e Farinelli.
Ma non è un percorso lineare: prima di quella vittoria c’è stata una fase faticosa, con 4 sconfitte (Juve NG 0-1, Campobasso 2-3, Pianese 2-3 e Ascoli 0-3) e un pareggio (Bra 1-1). C’è da dire che hanno subito 12 gol nelle ultime 5 partite. Più di metà di tutti quelli subiti da inizio stagione.
Le prestazioni in trasferta parlano di 3 vittorie e 5 sconfitte, nessun pareggio. Una media esterna di 1,13 punti a partita con 10 gol fatti e 13 incassati.
Miramari: identità chiara, rodata e 4-3-3
Il tecnico è Alessandro Miramari e il suo Forlì ha un marchio di fabbrica: 4-3-3 come modulo di riferimento e un lavoro quotidiano molto situazionale, con esercitazioni pensate per riprodurre momenti di gara più che per macinare chilometri. Nello staff è stata inserita anche una figura di mental coach: dettaglio coerente con un gruppo giovane che deve reggere urti e momenti negativi in un campionato lungo.
Il progetto è dichiaratamente orientato alla crescita: il Forlì ha età media 23,8 e rosa costruita con molti 2004–2006, alternati a pochi “pilastri” esperti.
Rosa 2025/26: giovani di gamba e due-tre riferimenti esperti
A disposizione di Mister Miramari 26 giocatori, valore rosa 4,10 mln, stranieri praticamente assenti: solo il terzo portiere Veliaj, nato a Fano, ha doppia nazionalità albanese con presenze nelle Under nazionali.
In porta titolare il giovane Luca Martelli (numero 22, classe 2005) in prestito dalla Spal confermato dalla scorsa stagione. Sempre titolare questa stagione.
Difesa: minuti e solidità
Il Forlì ha centrali che giocano tanto e terzini giovani ma già responsabilizzati. Tra i più presenti spiccano Mirko Elia (nr. 25, classe 2005) e Lorenzo Saporetti (nr. 4, 1996), con minutaggi alti; sulle fasce Giulio Manetti (nr. 27, 2005) e Giacomo Cavallini (nr. 24, 2004) sono nomi ricorrenti. Alessandro Spinelli (nr. 14, classe 2007) è un terzino sinistro in crescita, prodotto del vivaio forlivese con 7 presenze questa stagione.
Centrocampo: il motore e gli inserimenti
Il perno è spesso Francesco Menarini (nr. 3, mediano classe 1997 con 3 gol e 3 assist), che oltre ai minuti porta anche gol: non è solo “schermo”, ma anche presenza dentro l’area quando l’azione si sviluppa bene. Accanto a lui ruotano giovani di gamba come Andrea Franzolini (nr. 6, 2003 con 3 gol e 1 assist, in prestito da Union Brescia) e un elemento d’esperienza come Carlo De Risio (nr. 23, classe 1991, arrivato dal Monopoli ex Catanzaro, Bari e Pescara), utile per letture e gestione. Christian Scorza (nr. 21 classe 2000, ex Campobasso) è l’alternativa come mediano.
Attacco: Petrelli riferimento, esterni che incidono
Davanti, il terminale più continuo è Elia Petrelli (nr. 7, miglior marcatore 6 gol, arrivato gratuitamente dal Genoa dopo il prestito della scorsa stagione), supportato da esterni che producono: Davide Macrì (nr. 10, miglior assistman con 6 assist e 3 gol) e Nicola Farinelli (nr. 11, 2 assist e 1 gol) hanno numeri e minutaggio importanti, e spiegano anche il 4-3-3 di Miramari con ampiezza e attacco della porta. Valentino Coveri (nr. 30, classe 2005 con 2 gol e 1 assist) può essere utilizzato sia come punta centrale che come esterno d’attacco.
Formazione tipo: 4-3-3
Il Forlì tende a restare fedele all’assetto: linea a quattro, mediano davanti alla difesa, due mezzali che accompagnano e tridente. Unici infortunati da tempo Gaiola ed Ercolani, entrambi alle prese con lunghi stop per legamento crociato del ginocchio. Undici probabile visto in stagione:
Martelli; Manetti, Saporetti, Elia, Cavallini; Menarini + due tra De Risio/Franzolini/Coveri; Macrì, Petrelli, Farinelli.
Punti di forza
- Identità chiara: non cambia pelle ogni domenica. Meccanismi ripetuti e puliti.
- Gioventù + intensità: può reggere ritmi alti e spingere sulle seconde palle (e sulle ripartenze) con gamba fresca.
- Gol da più reparti: non vive solo della punta: segnano anche terzini e centrocampisti.
Punti deboli
- Gestione dei momenti: quando la partita si sporca e serve esperienza per leggere fasi e dettagli, Miramari stesso ha sottolineato l’esigenza di alzare il peso specifico in certe gare.
- Discontinuità: la stagione ha avuto strappi positivi e frenate improvvise: se il Perugia riesce a portarla su duelli, palle inattive e transizioni, può togliere fluidità e meccanismi.
Precedenti col Perugia: incroci “datati” e amarcord
Non è una rivalità moderna: i precedenti ufficiali più vicini nel tempo, per quanto riportato dalle statistiche storiche, risalgono a fine anni ’80 (Serie C2) e ancora più indietro tra fine anni ‘50 e metà anni ‘60.
Nell’ultimo doppio incontro nel campionato 1987/88 i forlivesi hanno incontrato il Perugia di Colautti e dei vari Vinti, Nofri, Bia, Benedetti, Manfrin, Di Livio, Pagliari e Ravanelli: il bilancio è stato 3-0 dei Grifoni a Forlì con Ravanelli e Bettinelli già dopo 20 minuti e sigillo finale di Ravanelli, e 1-0 al Curi sempre in gol Ravanelli su rigore al 13esimo.
Totale partite 15: 7 vittorie del Perugia, 5 del Forlì e 3 pareggi. 26 Perugia e 20 Forlì le reti messe a segno, con Fabrizio Ravanelli (4) il miglior marcatore totale nelle sfide. Al Curi 8 incontri con 6 vittorie dei Grifoni e 2 dei romagnoli. 19 i gol del Perugia contro i 9 dei Galletti.

Fonti
Transfermarkt, Gazzetta dello Sport, LaCasadiC, Corriere Romagna, Il Resto del Carlino, Wikipedia, ForlìToday.
