Il cammino del Grifo in questa diciottesima giornata di Serie C ci porta in terra molisana. Sabato 13 dicembre alle ore 14:30, i biancorossi scenderanno in campo all’Avicor Stadium Selvapiana per affrontare il Campobasso Football Club. Una sfida che mette in palio punti assolutamente necessari per la classifica e che ci vede opposti alla squadra guidata da Luciano Zauri, che sta cercando la sua definitiva dimensione in questo campionato.
Per arrivare preparati al fischio d’inizio, andiamo a scoprire nel dettaglio il nostro avversario: dalla storia societaria alla rosa attuale, passando per l’allenatore e lo stato di forma dei molisani.
Storia del Campobasso: Tra l’età dell’oro e le rinascite
Il calcio a Campobasso ha radici che risalgono al 1919, anno di fondazione della prima società. Tuttavia, la storia del club è un ottovolante di eventi societari, caratterizzato da picchi esaltanti e cadute dolorose seguite da orgogliose rinascite.
Il periodo d’oro dei rossoblù è indubbiamente quello degli anni ’80. Sotto la presidenza dell’indimenticato Tonino Molinari, il Campobasso raggiunse la Serie B nel 1982, restandovi per ben cinque stagioni consecutive. Quelli dal 1982 al 1989 rimangono gli anni del più alto livello sportivo raggiunto dal calcio molisano, capace di trasformare lostadio Romagnoli in un fortino inespugnabile anche per le grandi del calcio italiano: in Coppa Italia nel 1985 – giorno di inaugurazione dello stadio – la Juventus venne battuta all’andata degli ottavi di Coppa Italia.
Dopo quel periodo magico, la società ha vissutodecenni travagliati, con diversi fallimenti (1990, 1996, 2002, 2013) e ripartenze dalle categorie dilettantistiche regionali. L’ultima vera svolta è arrivata pochi anni fa, con l’acquisizione del club da parte della holding statunitense North Sixth Group, che ha riportato i Lupi tra i professionisti, strutturando la società con una mentalità internazionale ma rispettosa della tradizione.
Nel 2023/24 il ritorno tra i professionisti è stato sancito dalla vittoria dello Scudetto di Serie D, che si è andato ad aggiungere all’altro trofeo presente in bacheca rossoblù: la Coppa Italia Dilettanti 2013/14.
Simbolo e Colori
I colori sociali sono il rosso e il blu, storicamente disposti a strisce verticali sulla divisa di gioco. Il simbolo per eccellenza del club è il Lupo, che campeggia sullo stemma societario. L’animale non è scelto a caso: rappresenta la fierezza e la tenacia del territorio molisano e dei suoi abitanti. I giocatori e i tifosi vengono comunemente chiamati Lupi, un soprannome che incarna lo spirito battagliero che la piazza richiede sempre alla squadra, specialmente nelle partite casalinghe.
Curiosità e Personaggi
Impossibile parlare del Campobasso senza citare il capitano storico, Michele Scorrano, bandiera e simbolo degli anni d’oro della B, a cui è dedicata la Curva Nord dello stadio, cuore pulsante del tifo organizzato.
L’ex grifone Bruno Mazzia, con 128 presenze e 12 reti dal 1968 al 1972 nel Perugia, è stato allenatore del Campobasso dal 1984 al 1986 durante l’epoca d’oro dei molisani.
Tra gli aneddoti più celebri c’è sicuramente la già citata vittoria in Coppa Italia del 13 febbraio 1985 contro la Juventus di Platini e Trapattoni: un 1-0 firmato da un’autorete di Pioli (proprio l’ex tecnico del Milan) che fece impazzire un’intera regione e che rappresenta, ancora oggi, il punto più alto della storia calcistica molisana.
In tempi più recenti, la presidenza del Club ha fatto parlare di sé per l’ingresso in società, come socio di minoranza, dell’attore americano Mark Consuelos e per l’attenzione mediatica ricevuta dagli Stati Uniti grazie alla proprietà newyorkese.
Proprietà e Dirigenza
Il Campobasso è oggi un club a trazione americana. Il proprietario e presidente è Matt Rizzetta, imprenditore italo-americano a capo della North Sixth Group. Un’azienda family office holding (gestione investimenti di un ristretto gruppo di azionisti) che investe in vari settori dall’intrattenimento allo sport: nel calcio Campobasso FC, Dagenham & Redbridge FC, Brooklyn FC, e FC Locarno e fino l’anno scorso anche Ascoli. Nel basket italiano il Napoli Basket, nel quale ha previsto l’ingresso in organigramma della stella NBA Shaquille O’ Neal!
Il concetto è la visione Underdog: sostiene e investire in realtà emergenti o in difficoltà, con l’obiettivo di farle crescere
La sua gestione si è distinta per una forte attività di marketing e per aver portato stabilità economica in una piazza spesso abituata all’incertezza. La dirigenza ha lavorato per consolidare il club in Serie C, con l’obiettivo dichiarato di costruire un progetto sostenibile che possa, nel medio termine, ambire al ritorno in quella Serie B che manca da quasi quarant’anni.
Lo Stadio: Il “Selvapiana”
Il Campobasso gioca le sue gare interne allo Stadio Antonio Molinari, situato in località Selvapiana e conosciuto anche come il “nuovo Romagnoli”. L’impianto, inaugurato nel 1985 proprio per la Serie B, ha una capienza attuale omologata di circa 7.500 spettatori, anche se strutturalmente potrebbe contenerne molti di più (fino a 25.000 in origine).
Come struttura è considerato un gemello del Vigorito di Benevento, essendo stato realizzati dallo stesso imprenditore edile, l’ascolano Costantino Rozzi e progettato ricalcando al 90% il disegno dell’impianto beneventano.
Prima di Selvapiana, Campobasso aveva già un cuore calcistico: il vecchio Romagnoli in via Albino, impianto cittadino che per decenni ha ospitato sogni e fatiche dei rossoblù. Era uno stadio popolare nel senso più puro: vicino alle case, con un’atmosfera quasi da cortile di quartiere, capace di trasformare ogni domenica in un rito di comunità. Un campo “in carbonella” fino alla sostituzione con il manto erboso nel 1978.
L’Allenatore: Luciano Zauri
Abruzzese di Pescina, classe 1978, Luciano Zauri, è stato un difensore moderno, terzino o esterno, cresciuto nell’Atalanta. Oltre 300 presenze tra Serie A e B, con un totale di 7 reti in carriera. In Nazionale 5 presenze nel biennio 2001-2002 con Trapattoni CT.
Da calciatore ha giocato con Atalanta, Lazio della quale è stato Capitano, nella Fiorentina di Prandelli e Sampdoria. Ha concluso la carriera a Pescara nel 2014. Da allenatore, dopo le esperienze con le giovanili del Bologna, il Pescara (in due riprese), l’avventura vincente a Malta con gli Hamrun Spartans e la parentesi a Foggia nella scorsa stagione, ha accettato la sfida del Campobasso con un contratto biennale.
Modulo e Stile: Zauri predilige solitamente un 4-3-3 propositivo, che cerca di sfruttare l’ampiezza del campo, anche se in questa stagione ha mostrato flessibilità adattandolo talvolta ad un 4-3-2-1. Dopo la pesante sconfitta di Arezzo (5-1) alla dodicesima giornata è passato ad un 3-5-2 nelle successive partite. Le sue squadre cercano il palleggio ma sanno essere pragmatiche.
Incroci col Grifo: Zauri ha affrontato il Perugia e Tedesco da calciatore a cavallo degli anni 2000.
La Rosa e i Giocatori Chiave
La rosa allestita per questa stagione 2025-26 è un mix di conferme dalla scorsa annata e nuovi innesti voluti da Zauri.
Gli arrivi migliori sono stati: il centrocampista Gargiulo (29 anni), uno dei punti fermi in mezzo al campo, proveniente dal Cosenza ma con Zauri già a Foggia. La giovane punta Padula (21 anni in prestito dal Torino) per lui 15 presenze con 2 reti e 1 assist, ma 3 ammonizioni – solo il centrale Papini e capitan Leonetti più cartellini di lui. Leonetti (31 anni) ala sinistra/seconda punta proveniente dal Cerignola che ha premiato la fiducia con finora 5 reti e 1 assist in 15 presenze, è anche capitano della squadra. È arrivato in rossoblù anche il trequartista Lorenzo Di Livio, figlio dell’ex-Grifone e campione Angelo, che ha collezionato 11 presenze. Lorenzo proviene dal Latina ed è cresciuto calcisticamente nelle giovanili della Roma.
Il capocannoniere della squadra è l’ala destra Bifulco (28) con 6 reti e 2 assist in 13 presenze. Arrivato lo scorso gennaio da Trapani. Seguito da capitan Leonetti (5 reti), le punte Magnaghi e Padula (3 e 2 reti). Un altro perno inamovibile del centrocampo, Gala, anche ha già messo a segno due reti questa stagione. Proprio lui ed il giovane terzino sinistro Cristallo (22) sono i migliori assist-man della stagione fin qui.
Zauri ha cominciato la stagione con il 4-3-3 passando al 3-5-2 dopo la sconfitta di Arezzo a novembre.
In porta il titolare è Tantalocchi (21) in prestito dalla Sampdoria, che fin qui ha incassato 17 reti in 14 presenze.
Il trio fisso di centrocampisti è stato sempre confermato: Serra – Gargiulo – Gala. Altri punti fermi il bomber dalla fascia destra Bifulco e capitan Leonetti come seconda punta o esterno a seconda del modulo.
Sulle fasce dovrebbero agire le conferme Martina a sinistra e Cristallo “assist man” a destra.
A questo punto se confermata la difesa a tre, dovrebbero essere dietro la colonna Papini, il solido Celesia e l’esperto ex-Pescara Lancini a formare la linea.
In caso del ritorno al 4-3-3 con utilizzo di due centrali e due terzini arretrando le fasce, e allargando esterni Bifulco e Leonetti, uno tra Padula e Magnaghi andrebbe a occupare il centro dell’attacco.
Il Percorso in Campionato
Il Campobasso ha subito una penalizzazione di 2 punti per ritardato pagamento di contributi previdenziali (INPS) e IRPEF.
La squadra arriva a questa diciottesima giornata con un cammino che possiamo definire da centro classifica solido. Attualmente al dodicesimo posto con 19 punti (nono e 21 punti “sul campo”). Il bilancio è di 5 vittorie, 5 sconfitte e 6 pareggi. 21 reti fatte e 21 subite. Insomma sinonimo di “equilibrio”.
I numeri: la media punti è di 1,29 in casa ed 1,33 in trasferta. Tra le mure amiche il Campobasso ha ottenuto 2 vittorie, 3 pareggi e 2 sconfitte rimediate da Pineto e Ternana. Entrambe di misura per 0-1.
La pesante sconfitta di Arezzo 5-1 ad inizio novembre ha portato il tecnico Zauri ad optare per un 3-5-2 dopo aver impostato la precedente parte della stagione sul 4-3-3.
Stato di forma: I molisani sono reduci da una sconfitta esterna nell’ultimo turno (0-2 contro il Bra), un risultato che ha interrotto una mini-striscia positiva di una vittoria a Forlì e tre pareggi, ultima in casa l’1-1 con la Pianese.
Obiettivo: La società ha chiesto una salvezza tranquilla con vista sui playoff ed attualmente i risultati rispecchiano le aspettative.
Precedenti con il Grifo
Perugia e Campobasso si sono affrontate più spesso nel periodo della Serie B negli anni ‘80. In tempi più recenti si sono ritrovate nella Sere C Girone B dalla stagione 2024/25.
Il bilancio storico parla di 5 vittorie per il Perugia, 3 del Campobasso e 7 pareggi. Il bilancio in Molise vede 3 vittorie del Campobasso e 3 pareggi, con l’unica vittoria del Perugia al Selvapiana nel settembre 2011 in Lega Pro 2. Si imposero i Grifoni con un 2 a 1 firmato dall’ex Balisteri per il Campobasso poi ribaltato dalle reti di Clemente due minuti dopo ed il gol vittoria di Gucci a 10 minuti dalla fine.
L’ultimo incrocio: Brucia ancora il precedente della scorsa stagione (2024-25). Nel match disputato a Campobasso nell’aprile 2025, i padroni di casa si imposero per 2-1 in rimonta (gol di Di Stefano e Morelli per loro, Cisco per noi), una sconfitta che complicò i piani del Grifo nel finale di stagione.
Daje Grifo!
Fonti
- Sito Ufficiale Campobasso FC (cb1919.com).
- Transfermarkt.it
- Corriere dello Sport
- Wikipedia
- TifoGrifo.com
- Sport&Impianti / TicketOne

