Ci sono stagioni che iniziano male, malissimo. Squadre finite in fondo alla classifica, date per spacciate già in autunno, che però riescono a ribaltare il destino.
Il calcio, dopotutto, vive di storie così: di cadute e rinascite, di allenatori che salvano il salvabile, di spogliatoi che si chiudono a chiave per ripartire da dentro.
E oggi, mentre il Perugia vive il periodo più buio degli ultimi anni, vale la pena ricordare che le rimonte, anche le più improbabili, esistono davvero.
Grifo, la notte è profonda
L’undici ottobre 2025 resterà una data amara per i tifosi biancorossi: al Renato Curi è arrivata la sesta sconfitta consecutiva, uno 0-1 firmato Rimini che pesa come un macigno.
Tre punti totali in otto giornate, nessuna vittoria, una differenza reti che parla da sola: 6 gol fatti, 13 subiti.
In conferenza stampa, Piero Braglia ha parlato di “mancanza di morale” e di una squadra che “costruisce senza pungere”.
“Una vergogna per tutti.” — Direttore Generale Borras
L’ambiente è teso, ma non è nuovo a momenti così. E soprattutto, la storia del calcio insegna che non è mai troppo tardi per cambiare direzione.
Imprese italiane: quando tutto sembrava perso
Nel nostro campionato, diversi club hanno scritto pagine memorabili dopo partenze disastrose.
La Reggina 2006-07, partita con una penalizzazione di undici punti, finì addirittura quattordicesima.
Il Parma 2004-05, penultimo a metà stagione e con la retrocessione quasi certa, si salvò vincendo un drammatico spareggio contro il Bologna.
Il Crotone 2016-17 con Davide Nicola, a nove giornate dalla fine con 8 punti di ritardo sulla zona salvezza, conquistò 20 punti nel rush finale in una delle rimonte più incredibili di sempre.
Il Cagliari di Ranieri 2023-24, ultimo con tre punti in nove giornate, ribaltò tutto conquistando una salvezza considerata impossibile con un turno d’anticipo.
E ancora, l’Empoli sempre con Davide Nicola nel 2023-24: penultimo a gennaio, salvo al 93’ dell’ultima giornata contro la Roma.
Cosa avevano in comune? Fiducia, identità e la forza di credere in un unico progetto tecnico, senza stravolgimenti continui. E spesso, un episodio — una vittoria sporca, un gol fortunoso — capace di cambiare la corrente.
Dalla Premier alla Bundesliga: lezioni di speranza
All’estero, le imprese non mancano.
Il Liverpool 2000-01, a metà classifica nel mese di dicembre, si rese protagonista di una rimonta furiosa che lo portò a vincere tre coppe e a qualificarsi in Champions League all’ultima giornata.
Il West Bromwich Albion 2004-05 fu il primo club della storia Premier a salvarsi pur essendo ultimo a Natale.
Il Borussia Dortmund 2014-15 chiuse il girone d’andata all’ultimo posto e terminò settimo, qualificandosi in Europa.
E più di recente, i Wolves 2022-23, ultimi a dicembre, hanno chiuso tredicesimi grazie a Lopetegui.
Il messaggio è universale: la classifica d’autunno non è una condanna, se il gruppo crede in un’idea comune.
Dal caos alla coesione
Ogni rimonta nasce da un momento di verità. Un allenatore che trova la chiave. Un leader che si fa sentire. Un pubblico che ricomincia a spingere.
Il Perugia è esattamente a quel bivio: il punto in cui tutto sembra perduto, ma dove ogni singolo dettaglio può fare la differenza.
C’è un cambio tecnico già avvenuto, un modulo da consolidare, giocatori che devono ritrovare coraggio e una tifoseria intera che non può smettere di crederci.
Non serve una rivoluzione: serve una scossa vera. Anche un solo gol pesante può rianimare tutto.
Le chiavi per risalire
Le rimonte non nascono dai proclami, ma dal lavoro quotidiano e dalla disciplina. Per risalire servono poche cose, ma chiare:
- Ridurre gli errori individuali e difendere come un blocco unico.
- Aggredire gli episodi chiave delle partite.
- Puntare sulle partite “da sei punti” contro le dirette concorrenti.
- Trasformare di nuovo il Curi in un fortino.
Serve un patto di spogliatoio e una tregua con l’ambiente: l’unico modo per uscirne è remare tutti dalla stessa parte. Lo ha dimostrato la Reggina di Mazzarri, l’Empoli di Nicola, il Cagliari di Ranieri.

Un finale ancora da scrivere
Il Perugia oggi è ferito, ma non finito.
C’è tempo, e c’è margine. La classifica è corta, e il calendario offre ancora molte occasioni.
Le storie più belle nascono sempre quando nessuno ci crede più.
Come il Crotone della rimonta, come il Parma degli spareggi, come la Reggina della penalizzazione.
Il Grifo deve solo trovare il suo momento-svolta.
Finché resta cuore, non tutto è perduto.
E se è vero che la storia si ripete, allora chissà: magari anche stavolta, da un autunno di sconfitte, potrà nascere una primavera biancorossa.

